Grillo: incontro in stile massonico. Le false promesse del comico

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Grillo convoca i parlamentari M5S e per farlo organizza addirittura una riunione segretissima in perfetto stile massonico. Secondo il Fatto Quotidiano, organo semi ufficiale del duo Grillo/Casaleggio, il comico genovese avrebbe addirittura noleggiato un autobus per portare tutti i 163 deputati grillini in una località segreta.

Nessuno sa dov’è il “nido dell’aquila” grillino e qualcuno (Currò) tra i deputati del M5S dice: «è surreale che 163 persone si muovano per andare incontro a una sola. Venga lui da noi, qui in Parlamento. Saremo felici di confrontarci». Poco prima sempre Currò aveva detto, con chiaro riferimento a Grillo, che «noi parlamentari non siamo automi, e nemmeno bambini. Nessuno ci può svuotare della nostra personalità politica, diversamente diventiamo schiavi di un manovratore».

Insomma, sembra che questo incontro segreto tra il gran capo burattinaio, Beppe Grillo, e i suoi dipendenti non piaccia proprio a tutti i grillini, anzi, la fronda sembra allargarsi e pare che in parecchi stiano diventando insofferenti al controllo totale di Grillo sulle azioni dei parlamentari, un controllo che oltretutto va contro la Costituzione e contro quanto affermato da Grillo stesso quando con un comunicato politico (il N° 45 del 11 agosto 2011) affermò che “la libertà di ogni candidato di potersi esprimere liberamente in Parlamento senza chiedere il permesso a nessun capo bastone sarà la sua vera forza”. Quindi Grillo contraddice se stesso. E non lo fa solo riguardo al controllo in stile “capo bastone” esercitato sui parlamentari ma lo fa anche organizzando una riunione segretissima quando invece aveva promesso ai suoi elettori una completa trasparenza. Perché non trasmette questa riunione in streaming?

Cominciano a essere parecchie le promesse disattese da questo nuovo Fhurer, così come i comportamenti fortemente antidemocratici e anticostituzionali. Lasciamo stare quello che NON FANNO i grillini, probabilmente non sono all’altezza di fare qualcosa per questo Paese, ma continuare con la retorica della democrazia dal basso quando alla fine a decidere è un solo padrone (o capo bastone) ci sembra francamente un insulto all’intelligenza degli italiani. Purtroppo in parecchi ancora ci cascano.

Carlotta Visentin

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