Grillo: ora basta. I media lo devono oscurare

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La tecnica di Grillo fino ad ora è stata impeccabile: parlo male dei media così che i media parlino di me. Non vado in TV così che la TV parli di me. In sostanza tutti sono caduti nel trabocchetto mediatico di Grillo che senza mai andare in TV è stato l’uomo politico più nominato, e quindi pubblicizzato, della TV stessa.  

Ora però i toni di Grillo contro i giornalisti hanno passato il segno e sfiorano l’intimidazione fino ad arrivare ad augurarsi l’uso dell’olio di ricino di fascistoide memoria (lo ha fatto ieri la deputata del M5S, Laura Castelli). Lasciamo stare la buffonata apparsa ieri sul blog di Grillo su quale sia la TV più faziosa, è un’altra mossa per far parlare di se (e c’è pure riuscito), è quello che ha detto nei giorni scorsi ad essere grave, quando non solo ha minacciato “di fare i conti” con alcuni giornalisti ma, fatto gravissimo, durante un comizio ha cacciato un cameraman di RAI 3 aizzandogli contro la folla. Quell’uomo era li per fare il suo lavoro e il comportamento di Grillo è stato quello di un mafioso di bassa lega.

Troppe volte è successo in passato che giornalisti che facevano il loro lavoro hanno perso la vita proprio per fare bene quel lavoro in cui credevano.  E troppe volte si è partiti da fatti del genere, dalla delegittimazione, dall’insulto e dall’offesa al lavoro, al Diritto di cronaca e alla libertà di stampa.

E ora basta: i media più importanti, i grandi giornali e soprattutto le TV, oscurino Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle. Non facciano il loro gioco parlando di quello che dice, degli insulti e delle minacce. Orami tutti hanno capito cosa sono Grillo e il suo movimento, un gruppo autoritario e antidemocratico che odia i giornalisti che fanno il loro lavoro, che detesta tutto quello che è democrazia, persino al loro interno dato che non riescono nemmeno ad avere un minimo di trasparenza (che fine hanno fatto le riunioni in streaming promesse da Grillo? Dove sono i rendiconti? Che fine hanno fato i 2.500 euro al mese per i deputati? Che fine fanno i pochi coraggiosi che contestano il duce Grillo?). Quando è troppo è troppo.

Bianca B.

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