Grillo patetico: l’unica informazione libera in Italia è la sua (e de il Fatto Quotidiano)

Se l’Italia è finita così in basso è perché viene dominata da una informazione “schiava dei poteri forti e della politica”. L’unica informazione libera la fa lui e, naturalmente, il suo organo ufficiale, il Fatto Quotidiano. Questo in sostanza l’attacco portato sabato da Beppe Grillo nel suo discorso di Parma.

Ci è andato giù duro nei confronti della stampa, rea di fare il suo lavoro e di andare a spulciare nei meandri del Movimento 5 Stelle. In sostanza, chi critica Grillo è “un giornalista carogna” oppure nella migliore delle ipotesi è “un giornalista venduto e asserito al potere”. Gli unici seri sono quelli che gli fanno le tipiche interviste scendiletto di berlusconiana memoria, quelle studiate a tavolino dove le domande vengono chiaramente decise prima. Se no c’è il rischio di fare qualche domanda scomoda a cui Grillo non vuole rispondere, come quelle fatte da Michele di Salvo e dai noi alle quali non ha ancora risposto.

Certo, è comprensibile che Grillo attacchi i giornalisti. Lui è abituato con la stampa iraniana e con i loro metodi, tutti volti a santificare il regime. Una stampa “troppo libera” mette a rischio il regime grillino e casaleggino. Immaginiamo quindi che, se mai dovesse andare al potere, imporrà le sue regole “democratiche” alla Ahmadinejad anche in Italia.

Ma il massimo Grillo lo ha dato ieri quando, con chiaro riferimento a Giovanni Favia che al suo arrivo nella piazza di Parma aveva catalizzato l’attenzione dei media (sempre quelli venduti naturalmente), ha detto che “quando uno viene eletto diventa una star” e che “se prima faceva tutt’altro (magazziniere, cameriere, fiorista, impiegato di banca), con la notorietà diventa un altro (forse più ambizioso)”. Grillo, che faceva il comico (per altro nemmeno tra i più divertenti) che fa la morale a chi “si monta la testa con la notorietà”. Questa si che è bella.

E’ più che evidente che l’unico che deve stare al centro dell’attenzione (nella visione grillina) è lui e solo lui. Se qualcuno lo contesta o, peggio ancora, gli ruba la scena, diventa una bestia. Forse sarà per questo che con Casaleggio va così d’accordo. Casaleggio sulla scena non c’è mai, in compenso da dietro le quinte dirige e comanda tutto e tutti.

Bianca B.

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