Grillo vuole sfasciare lo Stato. La sua strategia è ormai chiara: divide et impera

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La strategia di Beppe Grillo è ormai chiara: vuole sfasciare lo Stato, togliere le  pensioni e gli stipendi agli statali e introdurre la favoletta del “redito di cittadinanza”. Lo spiega molto chiaramente in un post apparso ieri sul suo blog.

Grillo prima di tutto divide i cittadini italiani in due categorie. La prima che vota per lui, la seconda che invece vota contro di lui. Già questo rende bene l’idea del personaggio. La prima categoria, quella che lui chiama “gruppo A”  sarebbe formata da esodati, giovani senza lavoro e da tutti gli sfigati di questa nazione, la seconda invece, il “gruppo B”, è quella di coloro che, secondo lui, vogliono mantenere lo “status quo” perché in fondo non hanno risentito più di tanto della crisi. Tra di loro pensionati e dipendenti statali.

Cosa propone Grillo? Secondo lui, che a detta sua (poi clamorosamente smentito dall’interessato) avrebbe fatto redigere il proprio piano economico nientemeno che dal Premio Nobel per l’economia Stiglitz, “ogni mese lo Stato deve pagare 19 milioni di pensioni e 4 milioni di stipendi pubblici. Questo peso è insostenibile, è un dato di fatto, lo status quo è insostenibile, è possibile alimentarlo solo con nuove tasse e con nuovo debito pubblico, i cui interessi sono pagati anch’essi dalle tasse. E’ una macchina infernale che sta prosciugando le risorse del Paese. Va sostituita con un reddito di cittadinanza”. Capito? Basta pensioni, basta stipendi statali.

In realtà la proposta di Grillo è semplicemente demenziale e punta palesemente a dividere il Paese in due gruppi. Il “gruppo A” che “è fatto da milioni di giovani senza un futuro, con un lavoro precario o disoccupati, spesso laureati, che sentono di vivere sotto una cappa, sotto un cielo plumbeo come quello di Venere. Questi ragazzi cercano una via di uscita, vogliono diventare loro stessi istituzioni, rovesciare il tavolo, costruire una Nuova Italia sulle macerie. A questo blocco appartengono anche gli esclusi, gli esodati, coloro che percepiscono una pensione da fame e i piccoli e medi imprenditori che vivono sotto un regime di polizia fiscale e chiudono e, se presi dalla disperazione, si suicidano”, e il “gruppo B” che invece “è costituito da chi vuole mantenere lo status quo, da tutti coloro che hanno attraversato la crisi iniziata dal 2008 più o meno indenni, mantenendo lo stesso potere d’acquisto, da una gran parte di dipendenti statali, da chi ha una pensione superiore ai 5000 euro lordi mensili, dagli evasori, dalla immane cerchia di chi vive di politica attraverso municipalizzate, concessionarie e partecipate dallo Stato”.

Se la realtà fosse così semplice non ci sarebbe stato il bisogno di scomodare uno come Stiglitz (le balle di Grillo a volte superano quelle di Berlusconi). Ma a grillo non interessa affatto la realtà, lui vuole solo sfasciare il Paese. Avrà certamente le sue ragioni per farlo (e siamo sicuri che le ha, ma ne parleremo i prossimi giorni), ma almeno avesse il buon cuore di non presentarsi come il salvatore della Patria.

Ora non rimane altro da fare che stanarlo. Adesso che è il maggiore partito alla Camera lo si metta di fronte alle proprie responsabilità. Si evitino inciuci e si propongano leggi che portino l’Italia allo sviluppo e non allo sfascio. Vedremo se i suoi parlamentari, che comunque faranno quello che vuole il rais come tante marionette, le voteranno. In caso contrario sarà palese a tutti che al miliardario comico genovese (e a chi gli sta dietro) non interessa affatto salvare il Paese. STANIAMO GRILLO.

Bianca B.

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