Guerra al terrorismo: passare dalle parole ai fatti

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La guerra al terrorismo non si può fare solo a parole, queste cose lasciamole fare a Obama o a Di Battista. La guerra al terrorismo va combattuta seriamente, con i fatti, giorno per giorno e con estrema costanza. I fatti accaduti ieri a Tunisi dove per la prima volta sono stati colpiti cittadini italiani dovrebbero averci fatto capire quanto reale sia il pericolo. Non possiamo più giraci dall’altra parte e aspettare che qualcosa accada.

La Tunisia non è un target a caso, è l’unico Stato (insieme all’Egitto) uscito dalle cosiddette “primavere arabe” in maniera apertamente democratica dopo che anche in questo caso la Fratellanza Musulmana aveva cercato di prendere il sopravvento, di approfittare delle proteste per insinuarsi. Non è un caso che lo Stato Islamico sia nato proprio in concomitanza con la cacciata della Fratellanza Musulmana da Tunisia ed Egitto. Gli ideali dei Fratelli Musulmani e dei tagliagole del ISIS sono gli stessi, stessa la corrente religiosa (sunnita), stessi i metodi (si guardi a cosa sta facendo Hamas a Gaza).

Ieri volevano colpire il cuore democratico della Tunisia, il Parlamento. Solo per un miracolo non ci sono riusciti e hanno colpito inermi turisti, cioè uno dei principali motori dell’economia tunisina. Un caso? Forse. Un ripiego strategico studiato a tavolino in una sorta di piano B? Più probabile. Di certo c’è che gli attentatori non erano improvvisatori. Erano appena tornati dall’Iraq quindi erano addestrati al combattimento e questo fa presumere che lo Stato Islamico abbia fatto rientrare nei loro Paesi d’origine diversi combattenti. Da mesi le intelligence di tutto il mondo avevano avvisato di questa possibilità e del pericolo che rappresenta. Solo che, a quanto pare, la guardia non è stata alzata come avrebbe dovuto essere.

E adesso? Beh, adesso occorre fare una vera guerra al terrorismo, combattere con estrema durezza tutti i gruppi terroristici che infestano il mondo, dal ISIS a Boko Haram, da Hamas ad Hezbollah. Non ci sono più i margini per i doppi o tripli giochi. Basta flotille, basta accordarsi con i finanziatori dei terroristi, a partire da Turchia e Qatar. La guerra al terrorismo parte anche da questo, dall’interrompere qualsiasi affare o trattativa con chi il terrorismo islamico lo finanzia. E per favore, basta di credere alla favola che per combattere il terrorismo islamico ci sia bisogno dei musulmani. Non è vero. Per combattere il terrorismo islamico ci vuole l’onestà morale di isolare i loro finanziatori e di non confondere i terroristi con “gruppi di resistenza”. I terroristi sono terroristi e basta.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Maurizia De Groot Vos

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