Guerra Iran Israele: la strana teoria della Clinton

«Qualcuno in Iran vuole la guerra con Israele». Questa è l’affermazione fatta ieri dal Segretario di Stato USA, Hillary Clinton, in occasione di una intervista nel talk show di Charlie Rose. Secondo la Clinton un attacco israeliano alle centrali nucleari iraniane «legittimerebbe il regime di Teheran».

Insomma, il Segretario di Stato americano pensa che tentare di fermare la corsa del regime iraniano verso l’atomica non farebbe altro che rafforzare il regime stesso. E’ il cane si morde la coda.

Il problema è che la Clinton non sa come fermare Teheran in altro modo che non sia un attacco alle centrali nucleari. Ha ammesso che non è ammissibile permettere all’Iran di avere armi atomiche. Ha ammesso che in tal caso in Medio Oriente si scatenerebbe una corsa al nucleare senza precedenti e che il rischio esistenziale per Israele “è concreto”. Tuttavia non ha spiegato come intende fare per fermare l’Iran.

Ha farfugliato qualcosa in merito alle sanzioni (che non funzionano n.d.r.) e poi ha aggiunto che «si deve percorrere ogni via possibile per impedire all’Iran di avere le armi nucleari, ma senza usare la forza» perché, come detto, secondo lei «in Iran c’è qualcuno che vuole la guerra per legittimare il regime che altrimenti nel giro di poco tempo cadrebbe».

Ora, sarebbe interessante capire dove la Clinton ha preso queste informazioni o se le sue affermazioni sono il frutto di una serata alcolica alla Casa Bianca. Il regime iraniano non è mai stato così forte. A livello interno ha fatto fuori tutti gli oppositori e quelli che non ha sterminato li ha incarcerati e buttato la chiave. Ha influenza in Afghanistan, in diversi Paesi del Golfo. Persino in Africa. Controlla il Libano attraverso Hezbollah, la Siria con il sostegno (anche armato) ad Assad, la Striscia di Gaza per mezzo di Hamas e della Jihad Islamica. Non si vede davvero come la Clinton possa intuire che i regime iraniano abbia bisogno di avere una “legittimazione” attraverso una guerra con Israele.

La verità è un’altra. L’Amministrazione americana non sa più che pesci pigliare per impedire un atto di legittima difesa da parte di Israele, specie dopo il totale fallimento dei colloqui tra i gruppo dei 5+1 e l’Iran.  E allora cosa ti va a fare la Clinton, magari imbeccata da Obama? Si inventa il fatto che “qualcuno a Teheran vuole la guerra”. Più grossa non la poteva sparare. E c’è da scommettere che nei prossimi giorni il solito New York Times tirerà fuori un improbabile rapporto di intelligence che segnalerà questo rischio. La distanza tra Gerusalemme e Washington non è mai stata così marcata.

Sarah F.

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