Guerra all’ISIS: perché non danno le armi al Kurdistan?

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Perbacco, lo Stato Islamico, ISIS, fa davvero paura se anche oggi a Parigi i “grandi” della terra hanno deciso di riunirsi per decidere come combatterlo.

Intanto la Turchia, com’era logico, se ne è tenuta fuori, non tanto perché come vuol far credere teme per la sorte dei suoi diplomatici tenuti in ostaggio dal ISIS, quanto piuttosto perché l’ISIS è una bella risorsa economica con tutto il petrolio che vende ai turchi a basso prezzo. E poi, parliamoci chiaro, se c’è lo Stato Islamico non ci sarà il Kurdistan ed è questo quello che la Turchia teme più di tutto.

Ed è proprio la questione del Kurdistan a svelare tutti i giochetti che stanno dietro a questo improvvisa fobia per l’ISIS. Gli iraniani, gli iracheni, i turchi, i siriani e persino gli americani non vogliono uno Stato curdo indipendente. E’ per questo che non gli danno le armi nonostante le reiterate promesse. Oppure se gliele danno non sono all’altezza della situazione.

Eppure i curdi sono gli unici che combattono sul campo tenendo testa agli psicopatici del ISIS con le poche armi che hanno. Ieri hanno riconquistato cinque villaggi sulla strada di Mosul, senza l’aiuto di nessuno. Quindi, dato che tutti sbraitano ma nessuno si vuole sporcare le mani con un intervento sul terreno (fatta eccezione per l’Australia), la cosa più logica da fare sarebbe armare chi è sul terreno a combattere. Invece no, le armi non gliele danno.

Quindi le cose sono due: o non è vero che l’ISIS fa così paura, oppure sono i curdi che fanno più paura degli psicopatici del ISIS. Noi propendiamo per la seconda.

Il fatto è che il Kurdistan è da sempre alleato fedele di Israele. Quando ancora c’era Saddam erano le forze speciali israeliane ad addestrare i Peshmerga curdi. Ancora oggi se hanno qualche buona arma è perché le hanno prese da Israele. Può l’Iran accettare di avere uno Stato amico di Israele ai suoi confini? Può l’Iraq accettare che il Kurdistan faccia propri i giacimenti di petrolio del nord, i più ricchi dell’Iraq? Può la Turchia accettare l’indipendenza del Kurdistan iracheno senza temere che anche quello turco voglia unirsi ai fratelli iracheni? Può far saltare gli accordi per il petrolio presi con il Governo centrale di Bagdad? No di certo. Pure Obama si oppone alla indipendenza del Kurdistan perché preferisce un Iraq unito (e forse anche per le stesse ragioni degli iraniani. Bello questo articolo di Jonathan Foreman)

Solo che è inconcepibile che oggi le armi destinate alle forze curde siano ancora a Bagdad invece di essere a Erbil, bloccate da questa assurda paura e dai ghiochini politici dei sultani si turno. E’ inconcepibile perché questi giochini si fanno sul sangue degli innocenti che continuano a essere massacrati dagli psicopatici del ISIS. Mentre i “grandi” della terra mangiano Foie Gras a Parigi in Iraq si muore.

E allora diciamolo tranquillamente: non c’è bisogno di nessuna coalizione per battere l’ISIS, tanto a quanto pare sarà solo un agglomerato di gentaglia senza onore che non si sporcherà mai le mani e che sta semplicemente perdendo tempo. Basterebbe armare i curdi e lasciare che ci pensino loro. E se non lo vuole fare la “grande coalizione” lo faccia fare a qualcun altro.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Sharon Levi

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