Ha senso combattere l’ISIS per favorire l’Iran e Assad?

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Che senso ha combattere l’ISIS e favorire così l’Iran degli Ayatollah e la Siria di Assad? Secondo gli esperti americani tutto questo ha un senso perché il pericolo rappresentato dal ISIS è, in un’ottica futura, più grave di quello rappresentato da un rafforzamento dell’Iran o addirittura di un Iran nucleare.

Certamente all’apparenza lo Stato Islamico è più cruento e violento degli Ayatollah, le loro stragi vengono riprese quasi in diretta e diffuse in rete come propaganda, mentre quelle degli Ayatollah e dei loro alleati (Hezbollah e Assad) avvengono rigorosamente in segreto, quasi celate. Ma siamo sicuri che siano meno “stragi” delle altre?

Assad in tre anni ha ammazzato senza alcun ritegno oltre 150.000 siriani, provocato milioni di sfollati, torturato donne e bambini. Ha fatto quello che sta facendo l’ISIS ma più in grande. Ha avuto solo l’accortezza di non trasformare la guerra in Siria in una guerra di religione. Si è furbescamente fatte amiche le comunità cristiane e quando queste sono state attaccate dagli estremisti islamici le ha difese in maniera molto plateale. Ma resta un genocida, su questo non credo che ci siano dubbi. Assad non ha fatto tutto questo da solo, non poteva. Per farlo si è avvalso della assistenza dei suoi due maggiori alleati, Iran ed Hezbollah che quindi hanno le mani sporche di sangue almeno quanto le ha Assad.

Ora, leggere che Obama flirta con gli Ayatollah e garantisce loro che i suoi caccia non attaccheranno mai l’esercito di Assad fa un certo effetto specie se si ricorda che solo pochi mesi fa minacciava di bombardare la Siria e tracciava linee rosse come se niente fosse.

La domanda è: ha senso combattere l’ISIS ma così facendo favorire il genocida Assad e soprattutto accordarsi con l’Iran rafforzandolo e concedendogli addirittura la bomba atomica? Secondo noi non ha alcun senso. E’ come se si dovesse scegliere tra un cancro ai polmoni e un cancro all’intestino. Quale dei due ti aggredirà più velocemente? Quale dei due ti ucciderà per primo? Se decidi di combattere il cancro non scegli quale combattere, lo combatti e basta e cerchi di eliminare tutte le metastasi, non ne aggredisci una facendo rafforzare l’altra ben sapendo che poi ti ucciderà.

E’ questo il clamoroso errore che sta facendo Barack Obama in questo momento, l’ultimo di una lunghissima serie, sta combattendo un cancro rafforzandone un altro. Ma sempre cancro è, sempre alla morte porta.

Far passare l’ISIS come l’unico dei mali è un po’ come dire che la questione israelo-palestinese è la causa di tutti i mali del mondo. E’ semplicemente un’arma di distrazione di massa. Non che l’ISIS non sia pericoloso, anzi, è pericolosissimo. Ma attenzione a chi si favorisce nella lotta allo Stato Islamico perché se per combattere le forze oscure di Abu Bakr al-Baghdadi si favorisce Assad, Hezbollah e soprattutto l’Iran si potrebbe passare facilmente dalla padella alla brace.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Noemi Cabitza

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