Hamas e ISIS sono la stessa cosa, ma l’Europa non lo vede

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Hamas e l’ISIS sono la stessa cosa, hanno gli stessi obbiettivi, gli stessi metodi, gli stessi finanziatori. La differenza, l’unica, sta negli obbiettivi globali dei due gruppi terroristi che per Hamas sono più focalizzati sulla distruzione di Israele mentre l’ISIS pensa più “in grande”, ha obbiettivi più globali ma che per essere raggiunti devono per forza coincidere anche con quelli di Hamas, perché senza la distruzione di Israele nemmeno l’ISIS può pensare di proiettarsi alla conquista dell’Europa.

Questa similitudine l’hanno vista persino i Paesi Arabi che nella recente guerra tra Hamas e Israele non hanno dato il solito sostegno ad Hamas se non per le dichiarazioni di rito. Ma nella sostanza Giordania, Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e buona parte della Lega Araba hanno lavorato contro Hamas. Gli unici a non vedere quanto Hamas e ISIS siano simili sono gli europei che continuano a ritenere i terroristi palestinesi alla stregua di un gruppo di resistenti e continuano a chiedere che Israele ed Egitto alleggeriscano le restrizioni sul territorio da esso controllato, cioè la Striscia di Gaza.

Ora varrebbe la pena ricordare agli europei cosa ha fatto Hamas per la Striscia di Gaza e cosa invece ha fatto Israele per capire quanto questo pensiero sia in realtà errato. Per farlo useremo le parole del Vice Ministro degli Esteri israeliano,Tzachi Hanegbi, che in una intervista ricorda brevemente la storia di Gaza, una storia che occidentali e odiatori spesso dimenticano (o vogliono dimenticare):

Israele ha lasciato la Striscia di Gaza nel 2005 e la cosa non è stata indolore. Israele ha dovuto deportare dalla Striscia di Gaza oltre 10.000 ebrei, molti dei quali vivevano li da decenni. Ha dovuto spostare i cimiteri e le sinagoghe ricostruendoli all’interno dei confini israeliani. Ha lasciato ai palestinesi una terra ricca e piena di serre e campi coltivabili, un vero giardino sottratto al deserto. Israele ha preso questa dolorosa decisione ritenendo che lasciando quella terra così trasformata ai palestinesi avrebbe concesso loro una importante possibilità di vita e avrebbe avuto in cambio la tanto agognata pace. Ma cosa hanno fatto i palestinesi invece di approfittare di tutto questo per migliorare la loro vita? Hanno trasformato la Striscia di Gaza da un giardino a un inferno, l’hanno trasformata in un califfato dove tutte le attività sono rivolte unicamente alla distruzione di Israele senza alcun interesse al miglioramento della qualità della vita delle persone. E non è forse quello che sta facendo l’ISIS in Siria e in Iraq anche se su dimensioni più vaste e con obbiettivi più ambiziosi rispetto a quelle di Hamas?

Ora, questa è storia, non ci si inventa niente nel ricordare da dove partono le guerre tra Hamas e Israele e quali siano le responsabilità del gruppo terrorista palestinese in merito alle sofferenze della popolazione di Gaza. Eppure la comunità internazionale e in particolare l’Unione Europea queste cose sembrano non vederle. Negli anni scorsi hanno fatto incredibili pressioni su Israele affinché consentisse il passaggio di materiali edili e Israele ha dovuto cedere. Ora vediamo l’uso che Hamas ne ha fatto di quei materiali edili. Centinaia di Km di tunnel del terrore, tunnel studiati appositamente per uccidere e rapire israeliani, il tutto mentre piangevano miseria per il loro popolo. Nulla che potesse migliorare la vita della gente di Gaza. Niente fognature, acquedotti, scuole, ospedali. Eppure con tutto quel cemento ne avrebbe potuto costruire di infrastrutture utili alla gente.

L’ISIS si comporta esattamente come Hamas ma su scala più vasta. Ha trasformato una terra ricca in un inferno. Ogni singola azione che compiono si disinteressa completamente del bene comune ma mira al perseguimento del proprio obbiettivo. Non interessa quanti morti ci possano essere, a quante privazioni costringano la gente.

Colpisce quindi il doppio metro usato dall’Unione Europea nei confronti di Hamas e dell’ISIS. Proprio ieri i Ministri degli esteri della UE hanno autorizzato la vendita di armi ai curdi per potersi difendere dall’ISIS ma allo stesso tempo cercano di boicottare la vendita di armi a Israele, armi necessarie a potersi difendere dal pericolo rappresentato da Hamas. E non possiamo a tal riguardo non porci una domanda: perché? Perché questa differenza di valutazione tra due gruppi terroristici che rappresentano un enorme pericolo per le democrazie e per i popoli che abitano le terre da essi controllate? Qualcuno ce lo dovrebbe spiegare.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Noemi Cabitza

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