Hamas più pericoloso in Cisgiordania che a Gaza

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Nel suo articolo di ieri su Informazione Corretta, Ugo volli fa una analisi puntuale e precisa delle durissime parole pronunciate da Abu Mazen alla Assemblea Generale dell’Onu, parole che sembrano prese da discorsi di guerra di molti anni fa quando Arafat si presentava all’Onu con la pistola nella cintola piuttosto che da quello che viene considerato una parte moderata dell’universo palestinese.

Perché un discorso tanto duro contro Israele e la recente guerra difensiva contro Hamas quando è proprio Abu Mazen a giovare maggiormente dell’indebolimento di Hamas? Semplice, perché paradossalmente è stata proprio la recente guerra di Gaza contro Hamas a indebolire il Presidente della ANP, ma non a Gaza dove la gente è stanchissima di Hamas, ma in Cisgiordania dove, a differenza di Gaza, l’economia va a gonfie vele, il commercio prospera e la vita non è paragonabile a quella vissuta dai palestinesi di Gaza.

Un recente rapporto della intelligence israeliana evidenzia infatti come la maggioranza della popolazione palestinese della Cisgiordania disapprovi ampiamente il comportamento di Abu Mazen durante l’operazione Margine Protettivo e come Hamas faccia sempre più proseliti proprio nella West Bank. Il pericolo è così evidente che la ANP ha iniziato già da tempo ad arrestare giornalisti e semplici cittadini che criticano sui social network l’operato dei dirigenti palestinesi. Lo riferisce The Media Line in un articolo di Abdullah H. Erakat. Non solo, la politica repressiva adottata dalla ANP nei confronti dei seguaci di Hamas e di coloro che chiamano a una terza intifada solleva sempre più malumori tra i giovani palestinesi della Cisgiordania, spesso aizzati da sapienti “cooperanti” stranieri.

Il durissimo discorso pronunciato da Abu Mazen all’Onu era quindi più una esigenza politica che una dichiarazione di intenti, un discorso pensato e creato a beneficio dei seguaci di Hamas in Cisgiordania piuttosto che per i notabili mondiali che non hanno lesinato critiche. Questo non vuole sminuire la gravità delle affermazioni di Abu Mazen, tutt’altro, restano dichiarazioni gravissime alle quali immaginiamo saprà rispondere per le rime il Premier Israeliano, ma come abbiamo detto più volte, non tutto ciò che appare in Medio Oriente è come sembra. Il problema che si trova ad affrontare Abu Mazen è la crescita di Hamas in Cisgiordania, una crescita che fa paura più di qualsiasi altra cosa e che dopo l’operazione Margine Protettivo è diventata evidentissima soprattutto tra i giovani e i tanti nullafacenti palestinesi.

Lungi da noi difendere Abu Mazen (che detestiamo) ma obbiettivamente non poteva che fare un discorso del genere per recuperare un po’ di consenso e toglierlo ad Hamas. Che poi abbia confermato il Governo di Unità Nazionale Palestinese proprio con i terroristi è un altro paio di maniche e vedremo alla prova dei fatti se ciò avverrà veramente.

Un fatto resta però incontestabile: chiunque ancora si ostini a parlare di pace tra Israele e Palestina non può non tenere conto dell’odio profondo che pervade i palestinesi nei confronti di Israele e che la maggioranza dei palestinesi, che votino per Hamas o per Fatah, sogna la distruzione dello Stato Ebraico e la creazione di una “grande Palestina” dove non c’è posto per gli ebrei, nemmeno per quelli che di loro si schierano a favore dei palestinesi e contro Israele. Questa è la realtà, una realtà che Abu Mazen conosce benissimo e che cavalca pur di rimanere in sella al Governo palestinese e di gestire i prossimi miliardi di dollari che arriveranno per la ricostruzione di Gaza. Poi, quello che avviene dietro alle quinte è tutta un’altra cosa.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Adrian Niscemi

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