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Hamas porta i bambini in gita “educativa” nei tunnel del terrore

La mostra di armi dedicata ai bambini che si è svolta a Shejaiya, nella Striscia di Gaza

La mostra di armi dedicata ai bambini che si è svolta a Shejaiya, nella Striscia di Gaza

Bambini di Gaza in gita “educativa” nei tunnel del terrore usati per gli attacchi terroristici in Israele. La fomentazione dell’odio, la rappresentazione del terrorismo come unica alternativa per le nuove generazioni di palestinesi è arrivata a limiti inimmaginabili mentre la comunità internazionale non solo continua a rimanere in silenzio ma perdura a chiedere che ad Hamas venga consegnato il cemento necessario alla costruzione dei tunnel del terrore.

Il video che vedete in coda all’articolo è stato postato ieri su Facebook da un utente palestinese miliziano di Hamas (ma il social network non doveva chiudere tutti gli account di Hamas e dei loro sostenitori?) e mostra un gruppo di bambini allegramente in gita “commemorativa” e dimostrativa in un tunnel del terrore. Secondo l’utente la “gita turistica” serve a mostrare ai bambini i metodi usati da Hamas per combattere Israele. Il tunnel del terrore è stato agghindato con i poster dei “martiri” morti durante l’operazione Margine Protettivo. Tutta l’operazione di propaganda e incitamento all’odio avviene tranquillamente alla luce del sole e sotto gli occhi di una comunità internazionale talmente muta da apparire persino compiacente.

Ma non è tutto, secondo il post del miliziano di Hamas la gita nei tunnel del terrore rientra in una manifestazione tenutasi a Shejaiya nella quale sono state mostrate ai bambini le armi usate durante la guerra con Israele e le nuove armi a disposizione di Hamas per una prossima guerra. La propaganda terroristica di Hamas è deliberatamente volta ai bambini e mira a fare in modo che anche le nuove generazioni di palestinesi crescano con l’odio anti-israeliano inculcato in profondità, quasi che debba diventare parte del loro DNA, una operazione anche questa che avviene pubblicamente senza che nessuno abbia l’onestà morale di protestare, né la UE né tanto meno le tante ONG che si vantano di proteggere i Diritti dei bambini.

Scritto da Sarah F.

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