Hamas: un problema solo rinviato

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Saranno le imminenti elezioni in Israele, sarà che di certo gli israeliani non vogliono per nessuno motivo occupare nuovamente la Striscia di Gaza, fatto sta che Netanyahu ha preferito non affondare il coltello nel burro ormai caldo di Hamas.

Propaganda islamica a parte (è davvero un insulto all’intelligenza umana gridare alla “vittoria” come fanno islamici e loro fan), Israele in pochi giorni ha praticamente azzerato gli arsenali missilistici dei gruppi islamici presenti a Gaza, da Hamas alla Jihad Islamica. Poteva essere il momento buono per finire il lavoro e sbarazzasi completamente di Hamas e compagnia bella. Invece a un certo punto Netanyahu ha dato l’OK alla tregua mediata dall’Egitto e fortemente voluta dagli USA e in particolare da Hillary Clinton.

Inutile dire che questa scelta non è affatto piaciuta alla popolazione del Sud di Israele che da anni subisce l’incessante pioggia di missili islamici. Sanno benissimo che passato un certo periodo i missili torneranno immancabilmente a cadere sulle loro teste e tutto tornerà come prima. E’ nell’ordine delle cose che ciò accada. Ad Hamas e agli altri gruppi terroristi non interessa una pace con Israele. Si, PACE, perché sarebbe uno dei due modi definitivi per fermare questo stillicidio di missili. L’altro sarebbe la rioccupazione di Gaza.

Personalmente penso che Netanyahu si renda conto perfettamente di questa cosa e che abbia preferito per il momento concentrarsi su altre cose (Iran, Hezbollah, elezioni) cercando nel limite del possibile di rinviare il “problema Hamas”, un problema che però dovrà essere affrontato, prima o poi, in maniera definitiva.

Resta il fatto che ormai Gaza è diventata l’altra avanguardia iraniana dopo il Sud del Libano, una specie di provincia di Teheran con la quale, volenti o nolenti, bisognerà fare i conti. E a dimostralo ci sono le notizie che l’Iran si sta affrettando a mandare nuovi missili ad Hamas e alla Jihad Islamica (non so più nemmeno se valga la pena distinguere i due gruppi).

Il problema di Hamas è stato solo rinviato. Tra poco ci si dovrà fare di nuovo i conti. Nel frattempo si lascino gioire gli stupidi e gli stolti e ci prepari meglio alla prossima guerra, perché se c’è una cosa certa è questa: ci sarà un’altra guerra con Hamas. E’ solo questione di tempo.

Sharon Levi

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