Hezbollah e Iran inondano l’Europa di cocaina per finanziare la guerra in Siria

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Le guerre costano e quella che si combatte in Siria non è da meno. L’Iran ed Hezbollah sono direttamente impegnati nella guerra siriana e per questo hanno bisogno di continui finanziamenti, non facili da reperire visto anche l’embargo a cui è sottoposto l’Iran. Quale miglior metodo per rimediare i milioni di dollari necessari a sostenere il regime di Assad se non quello della vendita di droga? Se poi la vendita avviene negli USA e soprattutto in Europa tanto meglio.

Un nuovo rapporto della DEA (US Drug Enforcement Adminidtration) consegnato al Congresso americano e che verrà reso noto nelle prossime settimane delinea un quadro ancora più allarmante di quello già noto in merito al rapporto tra Iran, Hezbollah e il cartello messicano degli Los Zetas. La DEA ha scoperto che per finanziare il costoso intervento in Siria gli Hezbollah libanesi e l’Iran hanno deciso di aumentare sensibilmente il traffico di droga in special modo verso l’Europa. Il risultato è stato quello di una impressionante impennata della quantità di cocaina a disposizione del mercato europeo. Secondo la DEA la quantità di cocaina entrata nel territorio dell’Unione Europea nei mesi scorsi è aumentata del 35%.

La DEA ricostruisce con precisione la struttura messa in piedi da Hezbollah con l’aiuto delle forze Quods iraniane (un corpo speciale delle Guardie della Rivoluzione iraniana). Del ruolo di Ayman Juma si sapeva già tutto, quello che ancora non si sapeva era come Hezbollah avesse sopperito alla sua cattura. Lo hanno scoperto gli investigatori americani dopo una lunga e difficile indagine che molto spesso si è vista sbarrata la strada dai servizi segreti iraniani. Secondo la DEA la nuova struttura di Hezbollah in Sud America è divisa in due reti principali, la prima denominata “rete Nassereddine” è gestita da un ex cittadino libanese diventato cittadino venezuelano attualmente residente a Margarita Island il cui nome non è stato ancora reso noto. Si sa solo che è il Venezuela gli ha conferito il ruolo diplomatico come “addetto ai rapporti con la Siria”. Questa rete è quella che cura il riciclaggio del denaro proveniente dal traffico di droga. La seconda rete è gestita invece da Hojjat al-Eslam Mohsen Rabbani, un addetto culturale iraniano che viaggia spesso in Sudamerica con documenti falsi. La sua rete dirige tutte le attività illecite di Hezbollah e dell’Iran in America Latina, funge insomma da “ufficio acquisti” e tiene i contatti con i cartelli della droga.

Questo nuovo sistema organizzativo nato dopo l’arresto di Ayman Juma e la scoperta del sistema usato da Hezbollah e dall’Iran per riciclare il denaro proveniente dai traffici illeciti, ha permesso a Iran ed Hezbollah di aggirare il monitoraggio americano per molti mesi e di aumentare considerevolmente i quantitativi di cocaina introdotti in Europa attraverso un sistema collaudato che fa capo a una struttura che opera in Africa occidentale e che beneficia della protezione di diversi gruppi islamisti. Nel suo rapporto la DEA parla di “Europa inondata di cocaina”.

Nei giorni scorsi gli Stati Uniti sono tornati a chiedere con insistenza all’Unione Europea di inserire Hezbollah nella lista nera dei gruppi terroristici ed è verosimile che abbiano consegnato i risultati delle indagini condotte dalla DEA. Anche l’Interpol conferma che l’Europa è interessata da un “considerevole aumento della quantità di cocaina” tanto da far scendere il suo prezzo ai minimi storici. Tuttavia nemmeno questo sembra essere sufficiente a convincere i dirigenti europei (Catherine Ashton in testa) a inserire Hezbollah nella lista nera dei gruppi terroristici.

E’ palese che Iran ed Hezbollah stanno finanziando le loro operazioni in Siria (ma anche attività terroristiche in tutto il mondo) attraverso il traffico di droga e nel farlo stanno letteralmente inondando l’Europa di cocaina. Che questo non sia sufficiente ai dirigenti europei a convincerli di tagliare tutti i ponti con Hezbollah è davvero incomprensibile.

Adrian Niscemi

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