Middle East

Hezbollah, la pericolosa multinazionale del terrore protetta dall’Europa

Ci sono pochi dubbi sul fatto che Hezbollah sia un gruppo terrorista, solo pochi politici (D’Alema, Manlio Di Stefano, la Mogherini e similari) continuano a sostenere che si tratti di un partito politico. Dopo le inchieste americane che hanno messo a nudo la multinazionale della droga legata a Hezbollah, è di ieri la notizia di ulteriori arresti da parte della DEA a carico di membri di Hezbollah che riciclavano il denaro proveniente dal traffico di droga per dirottarlo su attività di terrorismo.

E’ ampiamente provato che Hezbollah ha effettuato e ha tentato di mettere in atto enormi atti di terrorismo in ogni parte del globo, come è provato che partecipa attivamente al massacro di civili in Siria, l’ultimo episodio noto è l’attacco dell’altro ieri contro una scuola di Madaya. Continuare quindi a sostenere che Hezbollah sia solo un partito politico, per altro dotato di un potentissimo esercito che tiene in ostaggio il Libano, è semplicemente una cosa ridicola e vergognosa per chiunque la sostenga.

Non si spiega quindi come possa l’Unione Europea continuare a non considerare Hezbollah come un gruppo terrorista arrivando addirittura a ritenerlo un interlocutore nelle politiche mediorientali.

In diverse occasioni la nostra organizzazione (insieme ad altre) ha chiesto alle istituzioni europee di interrompere qualsiasi collaborazione con Hezbollah e di inserire il gruppo libanese nella lista nera dei gruppi terroristici, ma a causa della opposizione di una parte della sinistra europea e di un non trascurabile numero di deputati di destra che portano avanti una politica anti-israeliana, la cosa non è mai stata possibile sebbene Hezbollah sia considerato un gruppo terrorista dagli Stati Uniti e da altri importanti Paesi (Canada, Israele, Australia) anche europei (Paesi Bassi e Regno Unito). L’Europa preferisce boicottare i datteri della Giudea e Samaria piuttosto che lottare seriamente contro il terrorismo islamico.

E non ci basta francamente l’adozione di una risoluzione non vincolante da parte del Parlamento Europeo (10 marzo 2005) nella quale si afferma di fatto che Hezbollah “ha condotto attività terroristiche”. E’ tutto inutile se si continua a fare distinzione tra ala politica e ala militare considerando quest’ultima separata dalla prima. E’ tutto inutile se si permette a strutture organizzate come la “Organizzazione per il sostegno della resistenza islamica”, parte integrante di Hezbollah, di reperire denaro in Europa e addirittura di accedere ai fondi europei per lo sviluppo.

Ciò detto, la nostra organizzazione non ha affatto rinunciato alla lotta per convincere l’Unione Europea a inserire Hezbollah nella lista nera delle organizzazioni terroristiche, ha solo deciso di cambiare approccio. Con l’aiuto di alcuni deputati europei che hanno capito il problema, abbiamo deciso di porre la questione sotto un altro aspetto, quello che abbraccia la “politica estera e la sicurezza comune” e di portare avanti la battaglia direttamente al Parlamento Europeo. Non crediamo alle petizioni, di solito snobbate quando si tratta di prendere decisioni, né crediamo agli appelli alla ragionevolezza, abbiamo quindi deciso per una strada più complessa ma diretta, quella di fornire le prove delle azioni terroristiche commesse da Hezbollah e della sua pericolosità.

In realtà non ce ne sarebbe bisogno dato che i vari servizi e le varie polizie hanno interi dossier che documentano le attività dei terroristi libanesi, ma a causa delle contorte politiche europee questi dossier sono sempre stati opportunamente occultati all’opinione pubblica mentre una buona fetta della cosiddetta “società civile” ha preferito (per ragioni che meriterebbero una attenta valutazione) non interessarsi alla questione. Siccome noi riteniamo di far parte della società civile e pensiamo che solo la società civile sia in grado di smuovere realmente le acque, riteniamo che rendere pubbliche le attività di Hezbollah e il pericolo che questo gruppo rappresenta anche per l’Europa sia un dovere morale per una società civile degna di questo nome. Così in concomitanza con le azioni presso il Parlamento Europeo nelle prossime settimane metteremo a nudo le attività, la struttura e le azioni terroristiche di Hezbollah, lo faremo con rapporti dettagliati che pubblicheremo sul nostro sito web dedicato ai rapporti. La speranza è quella di sensibilizzare l’opinione pubblica sul reale problema rappresentato da questo potentissimo e organizzato gruppo terrorista internazionale, una vera e propria multinazionale del terrore e della droga che non può continuare a essere coperta dall’Unione Europea.

Redazione

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