Idea per Mogherini: etichettare i bambini israeliani nati in West Bank, Gerusalemme Est e Golan

E dopo l’etichettatura dei prodotti israeliani provenienti dalla West Bank, Golan e Gerusalemme Est, cos’altro di dobbiamo aspettare dall’Europa della Mogherini? La marchiatura a fuoco dei bambini israeliani nati negli insediamenti della West Bank, a Gerusalemme Est o nel Golan? Che facciamo, gli imprimiamo a fuoco una bella stella gialla sul petto e gli etichettiamo il pannolino?

No perché a questo punto manca solo questo, che siccome l’Europa considera illegale ogni cosa che provenga da quei luoghi si considerino illegali anche i bambini nati negli insediamenti in West Bank oppure quelli nati da residenti a Gerusalemme Est o nel Golan. Che poi quella scienziata della Mogherini mi dovrebbe spiegare bene cosa c’entra il Golan con la questione palestinese. Mi sono persa qualcosa?

In realtà qualcosa del genere è già avvenuta dato che alcuni paesi non riconoscono la dicitura “residente a Gerusalemme” sui passaporti israeliani, quindi il passo per dichiarare illegali anche i bambini nati in quei posti non è poi così complicato.

Pensate che scherzi? Non scherzo, sono serissima. Seguendo la contorta logica europea mio figlio nato a Gerusalemme Est dovrebbe apporre sul suo passaporto una etichetta che certifichi la sua “provenienza illegale”. Certo, ancora l’Europa non lo pretende, ma quanto ci metterà a farlo? Ormai dalla sig.ra Mogherini ci dobbiamo aspettare di tutto e di più.

Scritto da Lila C. Ashuryan

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