Editoriali

L’ignoranza rende schiavi. Ecco come gli odiatori stanno vincendo

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Ignoranza o, come diceva qualcuno, ignoranza beata ignoranza. E’ molto più facile essere ignoranti che informati perché informarsi su qualcosa, qualunque cosa, costa fatica. Alcuni spesso confondono ignoranza con stupidità ma non è la stessa cosa. Uno stupido si informa anche se non capisce, l’ignorante evita proprio di informarsi e prende per oro colato tutto quello che gli propinano coloro che non sono né stupidi né ignoranti e che hanno capito come funziona l’informazione del terzo millennio.

Tutto il movimento degli odiatori, come fecero i nazisti nel secolo scorso, si basa sullo sfruttamento dell’ignoranza altrui. Così come Joseph Goebbels, gli odiatori moderni hanno capito che è molto più facile convincere le masse con verità preconfezionate basate su una bugia ripetuta migliaia di volte. L’esempio del conflitto arabo-israeliano ne è l’esempio più eclatante. Usando la democrazia che permette libertà di parola, uno dei Diritti più inalienabili, il movimento degli odiatori ha costruito una falsa verità su quel conflitto e convinto grandi masse che la democrazia israeliana è l’unica responsabile di tutti i mali del mondo.

In molti pensano che nell’era digitale che stiamo attraversando, informarsi sia molto più semplice visto che basta andare in rete per accedere a una gran massa di informazioni. In realtà paradossalmente è l’esatto contrario proprio per la gran mole di informazione che rende tutto più difficile, che richiede una verifica delle fonti, che richiede il paragone tra una fonte e l’altra. Il successo di Twitter si spiega anche con questo, leggere qualcosa racchiuso in soli 140 caratteri è molto più facile e immediato che leggere un lungo testo anche se maggiormente esplicativo. Retwittare una frase o una immagine è un gioco da ragazzi e nessuno si cura di verificare quella frase o quella immagine. In questi ultimi tempi abbiamo così assistito a un fenomeno davvero incredibile, quello della totale falsificazione di immagini e contesti che diventa virale proprio per ignoranza, per la mancanza di volontà di accertare la provenienza di quelle affermazioni o di quelle immagini. E così molto spesso bambini siriani sono stati spacciati per bambini di Gaza anche se sarebbe bastata una verifica su Google immagini. Frasi attribuite a Pinco Pallino sono state prese per oro colato senza alcuna verifica e nel giro di pochi minuti sono diventate virali solo con un retwitt.

[clickToTweet tweet=”Perché informarsi quando si ha la verità preconfezionata a portata di mano per di più racchiusa in 140 caratteri?” quote=”Perché informarsi quando si ha la verità preconfezionata a portata di mano per di più racchiusa in soli 140 caratteri?”]

E’ la strategia di Joseph Goebbels amplificata un milione di volte. Una bugia ci mette pochi secondi ad essere ripetuta migliaia di volte e quindi diventa verità. Lo hanno capito benissimo gli odiatori, i nipotini di Goebbels, i nuovi ministri della propaganda nazista del 21esimo secolo. Hanno capito che è facile convincere un ignorante che non ha nessuna intenzione di informarsi perché in fondo ha la supposta verità preconfezionata comodamente a portata di mano.

E allora il terrorista palestinese diventa un martire, i terroristi di Hezbollah e di Hamas diventano resistenza, la democrazia israeliana diventa addirittura un regime nazista e oppressivo. Eppure basterebbe un po’ di tempo passato a informarsi per capire la verità, basterebbero pochi minuti passati a confrontare la realtà israeliana con le realtà che la circondano per capire la profonda differenza tra la democrazia israeliana e i regimi totalitari che la circondano. Ma è molto più semplice leggere 140 caratteri che un testo di qualche centinaia di parole. E’ molto più facile guardare una foto e indignarsi anche se quella foto è di tutt’altro contesto, piuttosto che verificare da dove quella foto arriva.

Ignoranza funzionale, è questa la parola chiave per capire il successo mediatico dei vari movimenti di odiatori che infestano la rete. Ma anche mancanza di un giornalismo investigativo degno di questo nome. Si spiega così anche il successo che stanno avendo i vari siti web di debunking, nati per smascherare affermazioni false destinate deliberatamente agli ignoranti. Sono i siti di debunking a fare quel lavoro che spetterebbe ai giornalisti ma che questi ultimi non fanno più proprio perché presi dalla frenesia di diffondere “informazione”, poco conta se vera o falsificata ad arte.

Ed è proprio la falsificazione fatta a uso e consumo degli ignoranti l’arma in più degli odiatori, un’arma che però rende schiavi chi ne è colpito, perché è proprio l’ignoranza a rendere schiavi, il non sapere le cose, il non approfondire, il non verificare le notizie, il prendere tutto per oro colato. E quando l’ignoranza funzionale comincia ad attecchire negli atenei c’è davvero di che preoccuparsi.

Scritto da Paola P.

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2 Comments

  1. nunù Mag 1, 2016
    • Lazzaro Mag 1, 2016