Il basso profilo della P4

Luigi Bisignani, il faccendiere a cui tutti si rivolgevano e che, da quanto è emerso dall’inchiesta sulla P4, aveva un potere immenso sulle decisioni dell’ex Governo, ha deciso di mantenere un “basso profilo”, cioè di limitare i danni e di chiedere il patteggiamento che poi è una vera e propria ammissione di colpa.

Un anno e sette medi di reclusione senza sospensione condizionale ( ma probabilmente non andrà in carcere), questa è la pena patteggiata ieri al Tribunale di Napoli, presieduto dal Giudice Maurizio Conte, dal faccendiere della P4. La Procura napoletana ottiene così il riconoscimento di un lavoro che in tanti avevano cercato di demolire affermando che si trattava di un complotto della “magistratura di sinistra” e che le accuse rivolte a Bisignani e al deputato PDL Alfonso Papa erano solo illazioni frutto di un tentativo maldestro di condizionare la politica.

C’è da chiedersi ora che fine farà questa importantissima inchiesta che ha sollevato un pesante velo di omertà che copriva il lato peggiore della “Seconda Repubblica”, quello che faceva capo alla macchina del fango, allo “scambio di favori” tra politici e imprenditori, tra improbabili faccendieri e politici compiacenti. Uno scandalo che ha toccato i vertici più alti del vecchio Governo e che ha fatto ripensare all’influenza occulta di personaggi di andreottiana memoria.

No perché è importante che adesso questa inchiesta non venga coperta dal silenzio frutto del patteggiamento di Bisignani, una scelta che probabilmente è volta proprio a togliere visibilità mediatica all’inchiesta portata avanti dai Procuratori Francesco Curcio e Henry John Woodcock che, se dovesse andare avanti, probabilmente toccherebbe i livelli più alti del mondo politico (e non) di questa Seconda Repubblica al tramonto.

Adesso l’opinione pubblica ha il Diritto di conoscere tutta la verità su questa oscura storia che riguarda il nostro Paese. Per questo motivo è necessario che la stampa e i media non cadano nella trappola tesa da Bisignani di dare a questa vicenda un basso profilo mediatico. Le vicende della P4 sono gravissime e ci mostrano un lato della politica che credevamo morto e sepolto con la Prima Repubblica.

Tamara Rinaldini

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