Il bastone e la carota di Putin

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La diplomazia di Putin è davvero incredibile, usa con estrema facilità il bastone e la carota così come si sfoglia un libro aperto. Da un lato appoggia apertamente i separatisti ucraini e arriva ad annettersi la Crimea, dall’altro tiene vivo il nuovo trattato START con gli Stati Uniti firmato nel 2010 e che fino ad ora è l’unica apprezzabile vittoria di Obama.

Lo ha reso noto questa mattina il vice Ministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov, il quale in una dichiarazione ai media ha detto che «nonostante le differenze di vedute tra gli Stati Uniti e la Russia sulla crisi in Ucraina e che nonostante le minacce di boicottaggio più volte annunciate dal Presidente Obama, la Russia terrà fede agli impegni assunti nel 2010 con il nuovo trattato START per la progressiva riduzione degli armamenti strategici».

La dichiarazione si è resa necessaria dopo che da diversi giorni si rincorrevano voci sempre più insistenti sulla presunta volontà di Putin di impedire agli ispettori del trattato START di accedere ai siti nucleari russi per controllare lo smantellamento dell’arsenale atomico. Il nuovo trattato START prevede che Stati Uniti e Russia portino i loro rispettivi arsenali nucleari a 1.550 testate nucleari strategiche e che entro il 2018 portino i missili strategici a 800 unità cadauno.

Sergei Ryabkov ha ribadito che “al momento” non c’è ragione per non rispettare il trattato START anche se ha fatto trapelare che se i rapporti tra la Russia e l’occidente rimarranno tesi le cose potrebbero cambiare.

E’ la politica del bastone e della carota ormai collaudata da Putin e dal suo Ministro degli Esteri, Sergej Lavrov, un politica che fino ad oggi ha dato risultati eccellenti in Siria, in Iran e in altri teatri “amici” della Russia, un tipo di politica certamente resa facile dall’inezia diplomatica rappresentata dalla controparte americana, Obama e Kerry. Concedono il minimo per ottenere il massimo.

Intanto in Ucraina si è ormai palesemente nel mezzo di una guerra civile con Putin che da un lato si mostra impotente nel controllare i filo-russi mentre dall’altro fornisce loro armi e uomini. Da un lato fa finta di negoziare e di fare il moderato, dall’altro alimenta la guerra civile e si prepara a un intervento per “difendere i russi”. Il tutto nella pressoché impotenza dell’occidente.

Scritto da Adrian Niscemi

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