Il buon padre di famiglia. Ora pensa alle leggi per Marina

Se pensate che Berlusconi stia cercando di nuovo di affossare i processi che lo riguardano con alcune leggi “ad personam” vi sbagliate. O meglio, avete ragione nell’immediato ma vi sbagliate per l’immediato futuro. Le leggi costituzionali pretendono tempo e se Berlusconi vuole plasmare la Costituzione a sua immagine e somiglianza non lo fa tanto per proteggere se stesso quanto piuttosto per garantire l’impunità alla sua successione.

Ormai sembra assodato, lo dicono anche i giornali vicini al Premier: a sostituire il vecchio Berlusconi sarà la figlia Marina, la quale naturalmente si troverà ad affrontare le stesse problematiche del padre. In qualità di Presidente di un impero mediatico immenso e di una struttura creata dal padre con tutte i suoi problemi, è chiaro che anche Marina Berlusconi si troverà invischiata negli intrallazzi di famiglia. Sarebbe strano il contrario. E allora cosa pensa di fare il vecchio patriarca di Arcore? Semplice, fa quello che farebbe qualsiasi padre per i figli, cerca di garantirgli un futuro che non sia possibilmente dietro alle sbarre.

Quindi, primo passo “scendere in politica” così che dopo la discesa in campo del vecchio ci dovremo sorbire anche la discesa in campo della matura figlia. I motivi sono gli stessi che hanno spinto l’arzillo vecchietto di Arcore: garantirsi l’impunità dalle nefandezze fatte con le sue società attraverso uno scudo politico-giudiziario. E poi c’è sempre da portare a termine il progetto piduista che, come abbiamo visto in questo articolo, è lo stesso del PDL.

E allora cambiare la Costituzione diventa una necessità primaria, perché Marina non deve trovarsi nelle difficoltà avute dal patriarca con quelle leggi, come il legittimo impedimento o lo scudo totale sulle alte cariche dello Stato, bocciate dalla “Consulta comunista”. Quindi, primo passo ristabilire l’immunità parlamentare, poi modificare l’assetto della magistratura (lo diceva anche il gran maestro Gelli). Poi mettere il bavaglio a tutta quella stampa non controllata dalla “famiglia”. E infine vietare le intercettazioni così che, se la figlia avesse lo stesso vizietto del vecchietto, lo possa fare senza aver paura di essere sgamata. Insomma deve essere libera di poter essere ricattata in santa pace da chiunque, magari da un marocchino che si spaccia per il nipote del Re, Mohammed VI (Mubarak ormai è andato). E poi deve essere libera di proporre per il parlamento Europeo tutti i tronisti che vuole e di mettere nelle liste bloccate gli igienisti dentali di bell’aspetto e possibilmente palestrati che vuole. Checcavolo, Marina non deve subire quello che ha subito il vecchio padre.

Vi spaventa questo scenario? Beh, mettetevi il cuore in pace perché vedrete che è proprio quello che ci aspetta. Vedrete che anche la “povera Marina” sarà perseguitata dalla magistratura comunista e dai giornali comunisti e sovversivi che vorranno pubblicare le telefonate private. Vedrete che quando Marina farà “beneficienza” al nipote di qualche oligarca arabo verrà subito attaccata dai soliti bolscevichi che immagineranno chissà quali libidinosi intrallazzi e sollazzi. Per questo il vecchio padre deve mettere al sicuro la sua successione. E allora smettetela di pensare male e di dire che Berlusconi fa le leggi solo per lui. Questa volta le fa per qualcun altro.

Carlotta Visentin

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