Il chiaro messaggio di Hezbollah a Israele

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Hezbollah ha rivendicato l’attacco che ieri ha ferito tre militari israeliani e lo ha fatto ufficialmente anche attraverso il sito della sua TV, Al-Manar. Secondo quanto scrive l’emittente di Hezbollah “la resistenza islamica ha attaccato una pattuglia dell’esercito di occupazione sionista sulle alture Shebaa” ammettendo quindi il deliberato attacco.

Sempre secondo Al-Manar, “la resistenza islamica ha fatto detonare un ordigno contro un veicolo militare sionista nei pressi di Sadana situata nei territori occupati della Fattorie di Shebaa, nel sud del Libano”.

La gravità del fatto

Siamo di fronte a un fatto gravissimo, apertamente ammesso da Hezbollah, che di fatto viola la tregua imposta dalle Nazioni Unite, le stesse Nazioni Unite che con questo attacco vengono apertamente sbeffeggiate in quanto dimostrano ancora una volta che la loro presenza in Libano non solo è inutile ma spesso persino dannosa.

La reazione israeliana

La prima reazione israeliana è stata quella di sparare alcuni colpi di cannone contro le postazioni di Hezbollah, ma la reazione più importante è quella a livello politico. L’aperta e molto insolita ammissione dell’atto terroristico ha aperto un dibattito in seno al Governo e alle forze militari e ora ci si chiede a cosa miri realmente Hezbollah e se la sua politica non sia cambiata diventando più aggressiva. La domanda è: si aprirà anche un fronte nord?

Da diversi mesi ci sono segnali inquietanti che mostrano come Hezbollah stia lentamente ma costantemente aumentando la pressione militare sul fronte nord, una pressione solo in parte rallentata dal coinvolgimento dei terroristi sciiti, armati e finanziati da Teheran, nella guerra in Siria al fianco di Assad. Evidentemente Hezbollah ritiene di poter essere impegnata su due fronti e ritiene che sia arrivato il momento di riprendere il discorso sul possesso delle Fattorie di Shebaa che loro (ma non l’Onu) ritengono territorio libanese. C’è poi da considerare il discorso interno al Libano. Nei giorni scorsi sono cresciute le critiche a Hezbollah per il suo coinvolgimento nella guerra in Siria e per l’allontanamento da quello che i libanesi considerano l’obbiettivo principale, il conflitto con Israele. Con questa azione Hezbollah ha probabilmente voluto mandare anche un messaggio interno e che cioè la “resistenza islamica contro il nemico sionista” è sempre attiva. E’ una risposta indiretta ma ufficiale anche a chi in Israele considera la minaccia di Hezbollah come diminuita a causa del suo coinvolgimento in Siria. E’ un messaggio chiarissimo che i vertici delle forze armate non sottovalutano e che non dovrebbe essere sottovalutato nemmeno dal Governo, anche se i tagli alla difesa direbbero il contrario.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Miriam Bolaffi

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