Il coraggio di Abu Mazen non deve essere sottovalutato

 

Che noi di Rights Reporter di parli bene di Abu Mazen è davvero una novità che sorprende prima di tutto noi stessi, ma il coraggio dimostrato dal Presidente palestinese nell’andare ai funerali di Peres nonostante le fortissime critiche provenienti dall’interno della ANP, da Hamas e da tutto il mondo di odiatori sparso per il globo, non deve passare sotto silenzio e soprattutto non deve essere sottovalutato.

Parliamoci chiaro, Abu Mazen è l’imperatore dei furbi, non fa nulla che non sia scrupolosamente studiato per tornare a suo favore e sicuramente anche dietro a questo nobile e coraggioso gesto c’è un tornaconto personale, tuttavia gli va dato atto di aver compiuto un gesto molto significativo che a livello politico gli costerà carissimo e che quasi certamente avvantaggerà Hamas e la Jihad Islamica. Sembra quasi aver ascoltato le parole pubblicate qualche giorno fa dalla Saudi Gazette in un editoriale nel quale gli si chiedeva di avere coraggio e di non perdere l’occasione di accettare l’invito di Netanyahu ad andare alla Knesset. Non è andato al Parlamento israeliano ma forse il gesto è stato ancora più significativo perché andare a porgere l’ultimo saluto a una persona che veniva ritenuto dall’ala estremista palestinese un nemico e addirittura un “criminale di guerra” è senza dubbio un messaggio pesantissimo sia per il mondo degli odiatori che per quello arabo ormai stanco della telenovela infinita che è la questione palestinese. Ed è senza dubbio un messaggio importante anche per Israele.

E’ vero, Abu Mazen è un personaggio ambiguo e indecifrabile, ma qui non stiamo parlando di un gesto qualsiasi, non è una di quelle cose “diplomaticamente corrette” che rimangono del perimetro della forma ma nei fatti contano poco o nulla. Questa volta Abu Mazen è andato davvero contro tutti e le critiche nei suoi confronti sono veramente feroci, sfiorano le minacce di morte.

Netanyahu non è un politico che queste cose non le vede e siamo sicuri che saprà sfruttare nel migliore dei modi quello che assomiglia tanto a un importante passo di riavvicinamento di Abu Mazen. Sicuramente ne ha apprezzato il coraggio.

Ora, è facile che tra qualche ora o tra qualche giorno il buon Abu Mazen farà qualcosa per smentire tutto questo nostro ottimismo, ma il fatto rimane ed è un gesto che sarebbe stupido non valutare come “importante” proprio perché palesemente contro l’estremismo palestinese.

Questa volta Abu Mazen ci ha davvero sorpresi positivamente e visto che non perdiamo occasione per criticarlo è giusto che ne apprezziamo (con sospetto) anche i gesti distensivi, per di più di una portata tale che non si vedeva dai tempi degli accordi di Oslo.

Scritto da Gabor H. Friedman

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