Il disagio delle forze dell’ordine da non sottovalutare

Voglio tornare per un attimo agli scontri di sabato scorso a Roma quando un gruppo di violenti delinquenti hanno messo in scacco le forze dell’ordine. Da quei fatti è emerso (esplodendo) un disagio interno alle forze dell’ordine che, a mio modestissimo parere, non andrebbe sottovalutato.

In primo luogo, ma questo si sapeva già, è emerso con prepotenza che i tagli imposti al comparto giustizia da questo governaccio costringono gli agenti a non fare il proprio dovere, o meglio, gli tolgono la possibilità di farlo. Niente benzina nelle volanti, straordinari non pagati, stampanti per i verbali senza cartucce di inchiostro, niente carta per le fotocopie, niente mezzi per le indagini ecc. ecc.. Eppure, nonostante questo, le forze dell’ordine continuano la loro guerra contro la criminalità organizzata senza cedere un millimetro, anzi, ottenendo grandissimi risultati.

Ma fosse “solo” questo….. Stipendi, già ai minimi termini, bloccati dalla nuova finanziaria, continui attacchi al loro operato da parte di un Governo composto in parte (nella parte più importante) da indagati e imputati, gli stessi cioè che le forze dell’ordine dovrebbero assicurare alla giustizia. Sapere poi che persone come Dell’Utri (condannato in primo e secondo grado per associazione mafiosa), Cosentino (su cui pende un mandato di arresto per camorra) o il Ministro Romano (indagato per associazione esterna di stampo mafioso) possono, dall’alto della loro posizione, incidere direttamente sulle loro vite, non deve essere il massimo come incentivo al lavoro.

Ecco, in questo contesto gli agenti delle forze dell’ordine devono anche affrontare un altro insidioso nemico, quello del pensiero che una parte della gente ha di loro. Sabato in molte occasioni, come è emerso dal forum della polizia, non hanno attaccato i delinquenti perché non volevano mettere a repentaglio i loro stipendi, memori di quanto è successo dopo i fatti di Genova quando alcuni agenti hanno dovuto ipotecare le case per pagare gli avvocati che li difendevano. E poi ci sono quegli insulti gettati lì dalla gente comune contro il loro operato, insulti che fanno più male delle manganellate e dei sanpietrini o del fatto di rischiare la vita per pochi euro a mese.

Ora, che le forze dell’ordine di una Paese democratico e civile come dovrebbe essere l’Italia, debbano lavorare in questo modo è del tutto intollerabile. Che poi debbano addirittura prendere ordini da degli indagati o addirittura imputati di reati gravissimi i quali sistematicamente gli tolgono i mezzi di indagine è assolutamente impossibile da digerire. Come possiamo, in tutta franchezza, pretendere che le forze dell’ordine lavorino serenamente (come dovrebbero) in questa assurda situazione? Ecco perché il disagio degli agenti di polizia, dei carabinieri, dei finanzieri e di tutto il comparto giustizia non deve essere sottovalutato. Il mantenimento della democrazia è nelle loro mani, quelle stesse mani che qualcuno vuole tagliare. Pensiamoci bene.

Bianca B.

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