Il Governo vuole oscurare il paese: rispunta la “legge bavaglio”

Le notizie che stanno uscendo sulla stampa e sul web sulla squallida e incredibile vicenda che riguarda Luigi Bisignani e la cosiddetta P4 spaventano il Governo per l’impatto che potrebbero avere sull’opinione pubblica. Il quadro che ne è emerge è, per usare barole di Bersani, maleodorante e descrive un Paese nelle mani di pochi faccendieri. Per questo  il Governo sembra intenzionato a rispolverare la cosiddetta “legge bavaglio”.

In sostanza, si vuole impedire la pubblicazione sui giornali e sul web delle intercettazioni e delle notizie riguardanti le inchieste in corso. Insomma, si vuole mettere il silenziatore a una inchiesta che sta sconquassando l’idilliaco quadro che i politici di destra fanno della lobby di potere che governa l’Italia.

Secondo quanto si apprende da ambienti vicini al PDL, sarebbe intenzione del Governo riproporre la legge bavaglio che lo scorso anno scatenò una reazione in rete e sulla carta stampata senza precedenti (ricordate i famosi post-it gialli?). Quella legge prevedeva il divieto di pubblicare intercettazioni e notizie riguardanti le indagini (soprattutto quelle suoi politici) fino al processo. L’intenzione, senza tanti giri di parole, era quella di tenere all’oscuro l’opinione pubblica sulle malefatte dei politici. Il terremoto che sta scatenando l’inchiesta di Napoli sulla P4 (anche se ancora abbastanza sommerso) sta spingendo i berluscones a riproporre quella legge con la chiara intenzione di tenere il paese all’oscuro delle trame di potere che si celano dietro a questo Governo.

Secondo quanto scrive la Repubblica questa mattina, il testo della legge (che verrebbe proposta per decreto) sarebbe snellito rispetto a quello precedente al fine di ottenere il via di Napolitano, ma in sostanza l’obbiettivo sarebbe lo stesso, celato dietro al “diritto all’innocenza fino a prova contraria”. L’ipotesi dei berluscones è che oggi i processi vengono fatti sui media prima ancora che nei tribunali. Con questa scusa la politica vorrebbe tenere all’oscuro l’opinione pubblica delle malefatte dei politici scavalcando completamente il Diritto all’informazione.

Non è la prima volta che la politica tenta di mettere il bavaglio alla stampa e al Diritto di informazione. Quando poi l’informazione va a toccare i cosiddetti “poteri forti” si scatena la caccia all’untore individuato sempre nella libera informazione.

La proposta della legge bavaglio lo scorso anno aveva portato alla nascita di Free Italian Press come progetto di Secondo Protocollo proprio per poter garantire il diritto all’informazione nel caso detta legge fosse passata. In questo lungo anno non abbiamo abbassato la guardia, anzi, abbiamo perfezionato il progetto proprio per garantirci da eventuali “oscuramenti per legge” anche se, onestamente, pensavamo che il pericolo fosse passato. Sembra che non sia così.

Bianca B.

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