Il grande bluff di Obama sul nucleare iraniano

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Contrordine compagni, non c’è nessuna opzione militare contro l’Iran sul tavolo di Obama. Era tutto uno scherzo. Gli Ayatollah possono stare tranquilli e farsi la loro bomba atomica con cui tenere sotto ricatto mezzo mondo che nessuno li disturberà.

Ragionando a mente fredda sul cosiddetto “nuovo corso” di Obama emerso dal suo discorso di West Point si evidenziano due fatti salienti (come fa notare Shoula Romano Horing in un articolo scritto per Ynet): il primo è che Obama ha rinunciato al suo piano di pace in Medio Oriente, quello per intenderci tra Israele e palestinesi. Il secondo, forse più importante, è che ha fatto capire con chiarezza che non attaccherà mai l’Iran, nemmeno se fosse veramente convinto che stanno costruendo una bomba atomica. Tutto quello che ha fatto e detto fino ad oggi era solo un bluff per impedire a Israele di attaccare le centrali nucleari iraniane, compresa l’assurda trattativa con i palestinesi. Ora che ha capito di non poter più usare la questione palestinese mette le mani avanti e dice con chiarezza che l’America sotto il suo mandato non userà mai la forza dando sostanzialmente il via ai progetti stragisti degli Ayatollah.

Se questa non è una novità per chi, come il sottoscritto, va dicendo da mesi che Obama è solo un buffone vigliacco, è senza dubbio una cosa rivoluzionaria il fatto che il Presidente americano venga finalmente così palesemente allo scoperto. Riprendendo un ragionamento della bravissima Shoula Romano Horing, “in Medio Oriente conta più la percezione del potere che si da agli altri piuttosto che il potere vero e proprio”. In questo momento l’Iran sta dando all’esterno una percezione di potere devastante mentre Obama sta dando una netta percezione di debolezza.

Ora la palla passa decisamente in mano israeliana. Si è perso troppo tempo e su questo, è inutile negarlo, qualche responsabilità ce l’ha anche Netanyahu. Qui si tratta di decidere se permettere o meno all’Iran di dotarsi di armi nucleari sapendo benissimo di non poter contare sull’aiuto americano, anzi, probabilmente visto il comportamento di Obama va messa in conto una forte opposizione statunitense a qualsiasi azione israeliana contro l’Iran.

Il momento per Israele è decisivo perché si deve dare per scontato che gli Stati Uniti non sono più gli alleati di prima (ne abbiamo avuto un esempio lampante con il Governo di Unità Palestinese) e forse sarebbe il caso di guardarsi intorno e vedere quali alleati si possono trovare al posto degli USA. Il momento sarebbe propizio per un avvicinamento alla Russia, ma Putin è troppo coinvolto con gli Ayatollah e ha troppi interessi nel Golfo Persico per pensare che possa appoggiare un attacco all’Iran anche se qualche segnale ambiguo arriva da Mosca. Sarebbe un successo ottenere almeno la sua neutralità. Paradossalmente in questo caso i migliori alleati di Israele sono quelli che fino a ieri erano i suoi peggiori nemici, cioè gli Emiri del Golfo. Di certo gli arabi sono più spaventati di Israele dell’eventualità di un Iran nucleare e possono essere fondamentali a livello strategico.

Vedremo nelle prossime settimane quali saranno le mosse di Netanyahu anche se dubito fortemente che se anche ci fosse un qualsiasi contatto tra Israele e arabi la cosa verrebbe resa pubblica (è già successo in passato). Di certo il bluff di Obama sul nucleare iraniano ha messo fortemente nei guai Israele e adesso potrebbe essere troppo tardi per qualsiasi azione si voglia intraprendere. Ma la domanda che dobbiamo porci è: possiamo permettere all’Iran di arrivare alla bomba atomica?

Scritto da Adrian Niscemi

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