Il lato politico di Wikileaks. Accertarsi delle relazioni tra Berlusconi e Putin

Non concordo molto con quella stampa italiana che da giorni continua a martellare sulle presunte “critiche” rivolte dai funzionari americani di ambasciata al Primo Ministro italiano per le sue “manie” distraendo l’opinione pubblica su fatti ben più gravi delle festicciole a Palazzo Grazioli o ad Arcore. Diciamolo, a chi importa se il Premier va a donnnine?

Ci importa invece di sapere quali siano realmente i rapporti tra Putin e il Premier italiano. Ci importa di sapere se tra questi rapporti ce ne sono anche di privati come sospettato dall’amministrazione americana. Ci importa di capire se questi rapporti privati incidono nella politica estera italiana. Ci importa di sapere perché il Premier italiano e Putin hanno rapporti diretti scavalcando completamente le diplomazie ufficiali dei due paesi (Frattini è completamente tagliato fuori da questi meeting. Perché?) Forse sarebbe meglio se la stampa italiana si concentrasse su questo “lato politico” delle rivelazioni di Wikileaks piuttosto che su cosucce da gossip o su presunti malori del Premier dovuti a chissà quali “sforzi notturni”. Non ce ne frega niente di queste cose.

Per esempio, cosa c’è di vero nel report che afferma: “la dipendenza energetica dalla Russia, redditizi e spesso non trasparenti accordi economici tra l’Italia e la Russia, e una stretta, personale relazione tra Berlusconi e Putin hanno distorto la visione del premier fino al punto che egli crede che la maggior parte delle frizioni fra l’Occidente e la Russia sono state causate dagli Stati Uniti e dalla Nato. Berlusconi crede di agire come un mediatore e di poter restaurare uno spirito di dialogo e cooperazione tra l’Europa, gli USA e la Russia, ma soprattutto nei termini voluti dalla Russia, rinviando ad oltranza le aperture della Nato verso Ucraina e Georgia, annacquando i tentativi dell’Ue di promuovere la democrazia in Bielorussia.” Questo ci sembra veramente grave, altro che le donnine pornografiche.

Oppure, cosa c’è di vero nel report che afferma: “lo stretto legame personale di Berlusconi con Putin e i legami aziendali molto forti tra l’italiana Eni e la russa Gazprom spesso mettono l’Italia direttamente in contrasto con gli sforzi del governo americano di ridurre la dipendenza energetica dell’Europa dalla Russia. L’Eni, controllata al 30% dal governo italiano, spesso detta le strategie energetiche del governo italiano e usa la sua influenza, attraverso il governo, per bloccare i piani di liberalizzazione del mercato energetico europeo”. Se ciò corrispondesse a verità, cioè che l’Eni per mezzo del Governo italiano bloccherebbe i tentativi di liberalizzare il mercato europeo, sarebbe gravissimo e forse degno di attenzione da parte della magistratura perché inciderebbe direttamente e negativamente sul prezzo del gas che paghiamo.

Ecco, io vorrei che la stampa libera italiana (chiaramente l’appello non è rivolto a Il Giornale o a Libero) facesse chiarezza su questi “lati politici” delle rivelazioni di Wikileacks, forse la parte più importante in mezzo a tante cose risapute.

Tamara Rinaldini

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