Il messaggio iraniano a Israele

Ormai sembra pressoché accertato che il misterioso drone che ha sorvolato i cieli di Israele sia partito dal Libano e che fosse di fabbricazione iraniana. Intendiamoci, non ci sono conferme ufficiali da parte dell’intelligence israeliana, ma di conferme ufficiose ce ne sono parecchie.

Detto questo  è chiaro che Teheran ha voluto mandare un segnale chiaro a Israele, cioè che in caso di attacco israeliano alle centrali nucleari iraniane sarebbe in grado di colpire il territorio dello Stato Ebraico anche per mezzo di aerei senza pilota e carichi di esplosivi o di agenti chimici. Non solo. Appare evidente che il ruolo di Hezbollah si è ulteriormente evoluto e qui bisognerebbe parlare anche di quello che concretamente sta facendo UNIFIL  per tenere fede al suo mandato che non è solo quello di mantenere la pace in Libano ma anche quello di disarmare le milizie sciite libanesi. Ma ne parleremo in separata sede perché il discorso è lungo e complesso.

Tornando al discorso del drone, è emerso con certezza che il piccolo velivolo teleguidato era stato individuato quando ancora era sul Mediterraneo e che da subito una coppia di caccia F16 è stata fatta decollare. Gli aerei hanno tenuto nel mirino il drone per quasi tutto il suo volo evitando di abbatterlo sopra a zone popolate per evitare incidenti. Quando il drone è arrivato a una ventina di miglia dalla centrale di Dimona è stato deciso di abbatterlo. Da questo si evincono due cose: la prima è che il sistema di difesa aerea israeliana funziona bene. La seconda è che forse tale sistema andrebbe ulteriormente allargato al Mediterraneo e al nord del Libano per intercettare eventuali minacce prima ancora che raggiungano i cieli israeliani. Di questo si sta discutendo in questi giorni nei centri del potere militare israeliano.

E mentre i militari discuto su come migliorare ulteriormente le performance della difesa aerea, gli analisti cercano di decifrare il messaggio intimidatorio inviato da Teheran. Sembra ormai appurato che i nuovi droni iraniani abbiano una tecnologia tale da poter essere teleguidati da grande distanza, il che li rende senza dubbio pericolosi. Altra cosa che sembra appurata è la presenza di tecnici specializzati iraniani nel sud del Libano, tecnici in grado di insegnare a Hezbollah come usare questo tipo di arma sia per motivi offensivi che per ragioni di intelligence. Resta da chiarire se altri tecnici iraniani siano presenti anche nel territorio della Striscia di Gaza il che renderebbe la cosa ancora più pericolosa.

In queste ore si sta cercando di determinare il punto esatto di partenza del drone e nel contempo si sta studiando una adeguata risposta. Soprattutto si cercano eventuali altri droni in territorio libanese per eventualmente distruggerli. Nelle prossime ore se ne saprà di più. Giustamente le informazioni arrivano con il contagocce.

Sarah F.

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