Il mondo si merita lo Stato Islamico. La trappola di Hamas

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Ieri si sono verificati due fatti indicativi che ci dicono come il suicidio del cosiddetto “mondo libero” nei confronti dell’integralismo islamico prosegua a grandi passi. Prima la Corte Suprema degli Stati Uniti, su fortissima pressione di Barack Hussein Obama, decide che un bambino americano nato a Gerusalemme non può scrivere sul suo passaporto “nato in Israele”, poi il Segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, prende la decisione di equiparare Hamas ad Israele e per non inserire lo Stato Ebraico nella lista degli Stati che violano i Diritti dei Bambini, scellerata richiesta degli odiatori di ogni dove, esclude anche Hamas dalla suddetta lista.

Per entrare sommariamente nei dettagli delle due nefaste decisioni, sulla prima c’è la firma indelebile del Presidente Americano che non vuole riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e ha fatto pressioni fortissime sulla Corte Suprema affinché prendesse una decisione in tal senso perché se avesse accettato che un bambino americano nato a Gerusalemme potesse mettere sul suo passaporto di essere nato in Israele, come sarebbe giusto che sia, di fatto si riconoscerebbe Gerusalemme stessa come parte dello Stato Ebraico. Questo per Omaba non era ammissibile dato che il Presidente americano vuole imporre a Israele la divisione di Gerusalemme e il punto è uno dei principali ostacoli a qualsiasi accordo di pace dato che Israele considera Gerusalemme la propria capitale indivisibile. La seconda è addirittura più subdola perché Ban Ki-moon ha sostanzialmente equiparato Israele ad Hamas mettendo il gruppo terrorista palestinese che usa donne e bambini come scudi umani sullo stesso piano di uno Stato democratico con uno degli eserciti più etici al mondo, checché ne dicano gli odiatori.

Lo Stato Islamico a Gaza? Una scemenza

stato-islamico-gazaMettendo da parte per un attimo la sentenza della Corte Suprema americana, sulla quale torneremo nei prossimi giorni, e buttandoci a capofitto sulla decisione di Ban Ki-moon, appare evidente il tentativo di legittimare in qualche modo Hamas, tanto più adesso che i terroristi palestinesi sono riusciti a inculcare nell’occidente l’idea che la Striscia di Gaza possa essere stata infiltrata dallo Stato Islamico e che solo Hamas possa impedire che cada nelle mani del ISIS. Beh, mettetevi il cuore in pace, lo Stato Islamico non è a Gaza se escludiamo qualche groppuscolo di poveracci che ha dichiarato di aderire alla ideologia jihadista del ISIS. Gaza è saldamente nelle mani di Hamas e la lotta che i terroristi dicono di condurre contro la cosiddetta “infiltrazione del ISIS” è l’ennesima messa in scena del gruppo terrorista palestinese volta a dimostrare la loro “utilità” e, soprattutto, volta a dimostrare che se a Gaza non ci fosse Hamas ci sarebbe l’ISIS. Peccato che nell’ambiente della intelligence israeliana nessuno creda a questa storia, anzi, ogni rapporto su Gaza smentisce che lo Stato Islamico sia presente a Gaza in maniera così significativa da essere un pericolo. Solo che il mondo pende dalle labbra di Hamas ed è bastata qualche fotografia di Gaza con la bandiera nera dello Stato Islamico per far dire che “l’ISIS è a Gaza”. Una scemenza senza alcun riscontro sul terreno. Solo che tutti hanno colto la palla al balzo per far si di separare i terroristi di Hamas dai terroristi del ISIS, come se i primi fossero “terroristi buoni” e i secondi fossero “terroristi cattivi”.

La Jihad globale e il “mondo libero”

E qui torniamo al discorso sui rapporti tra la la Jihad Globale e il mondo libero e alla differenza che fa quest’ultimo tra “jihadisti buoni” e “jihadisti cattivi”, tra “Islam moderato” e “Islam estremista”. Il mondo libero è così intento a cercare l’Islam moderato con il quale trattare da non vedere che non vi è alcuna differenza tra i moderati e gli estremisti. Hamas ne è l’esempio perfetto: si fingono moderati solo per ottenere il consenso mondiale e una sorta di riconoscimento ma in realtà sono esattamente la stessa cosa, hanno gli stessi obbiettivi e usano gli stessi mezzi. E il bello (o il brutto) è che ci stanno riuscendo. Il mondo libero sta cadendo (meritatamente) nella trappola tesagli da Hamas e ci sta cadendo con tutte e due le gambe. Non sappiamo se ciò derivi dall’odio anti-israeliano o semplicemente dal fatto che non si veda la realtà reale, fatto sta che legittimare Hamas è come legittimare lo Stato Islamico perché tra loro non c’è alcuna differenza.

Il mondo libero si merita lo Stato Islamico, se lo merita perché continua a fare differenze che non ci sono, continua a vedere una Jihad moderata e una Jihad estremista quando di Jihad ce n’è una sola. Se lo merita perché non capisce che difendere una democrazia come quella israeliana è il primo punto di una strategia globale e non il punto di partenza per “accontentare” l’estremismo islamico sperando che dopo aver mangiato Israele non si mangi anche il resto del mondo. E’ una pia illusione perché dopo Israele non ci sono altri obbiettivi se non il resto del mondo. La trappola di Hamas è indicativa di come il mondo islamico si muova per arrivare al suo obbiettivo finale, la conquista dell’occidente. Non capirlo è da idioti.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Maurizia De Groot Vos

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