Il partito degli onesti riparte da Dell’Utri e Verdini (leggi P3)

E’ molto importante per un partito politico saper cambiare la propria fisionomia e adattarla ai tempi che corrono. E’ quello che sta facendo il neo-segretario del PDL, Angelino Alfano, che con un atto di vero coraggio (sic) ha detto che “vuole un partito degli onesti”. Ecco, il nuovo “partito degli onesti” riparte da Dell’Utri e da Verdini, indagati e quasi sicuramente imputati di “associazione segreta” e forse di “corruzione”.

A suo tempo il leader incontrastato del “partito degli onesti”, Silvio Berlusconi, che in fatto di “onestà” ha una esperienza decennale, disse che la vicenda che riguardava Dell’Utri e Verdini (ma anche altra gentaglia del calibro di Cosentino e Cappellacci, sempre del partito degli onesti) non era classificabile come una nuova loggia massonica ma come un club formato da “quattro pensionati sfigati che si mettono insieme per cambiare l’Italia”. Bene, ora sembra che la Procura di Roma stia per rinviare a giudizio quei “quattro pensionati sfigati” per associazione segreta e corruzione. La prima accusa riguarda appunto la creazione della loggia massonica denominata “P3”, la seconda riguarda invece una serie di appalti per le grandi opere che i “quattro pensionati sfigati” avrebbero gestito, controllato e manovrato, uno tra tutti quello dell’eolico in Sardegna.

E’ chiaro, diranno adesso nel “partito degli onesti”, che si tratta di una montatura messa in piedi dalla solita magistratura comunista e che Dell’Utri (già condannato in primo e secondo grado per concorso esterno in associazione mafiosa), Verdini (già indagato per gli appalti post-terremoto per i quali la Camera ha vergognosamente negato la settimana scorsa l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche), Cosentino (già indagato per camorra e sul quale pende addirittura un mandato di arresto) e tutti gli altri coinvolti in questa turpe vicenda, non sono altro che dei martiri, vittime delle toghe rosse comuniste e bolsceviche.

Ma è giusto così, un segretario nazionale come Angelino Alfano, deve difendere a tutti i costi l’integerrima onestà insita nel suo partito. D’altra parte loro (quelli del PDL) sono assolutamente garantisti, tanto garantisti da “garantire” a uno come Dell’Utri un posto in Senato e da negare l’arresto di Cosentino attraverso l’elezione alla Camera.

Bene, l’Italia accoglie con “viva e vibrante soddisfazione” la volontà di Angelino Alfano di proseguire sulla stessa linea improntata da Silvio Berlusconi per quanto riguarda “l’onestà” dei membri di spicco del partito. Bello sapere che chi ci governa copre i malfattori e i corrotti e che l’Italia per merito loro è ben posizionata al 67° posto nella classifica della corruzione stilata da Trasparency International (attenti, la classifica è impostata in modo tale che chi è al primo posto è il paese con meno corruzione) e che negli ultimi anni (da quando ci governa il “partito degli onesti”)  abbiamo “guadagnato” diverse posizioni passando dal 41° posto del 2007 al 55° posto del 2009 fino all’attuale 67° posto, il che ci colloca tra i Paesi più corrotti del globo.

Diamo quindi il benvenuto al nuovo partito degli onesti, consapevoli che il neo-segretario megagalattico, Angelino Alfano, farà di tutto per mantenere il trend di “onestà” già precedentemente impresso dal premier, Silvio Berlusconi, magari con qualche altra leggina “ad personam” o “ad loggiam P3”. Grazie Alfano di esistere.

Carlotta Visentin

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