Il pericoloso paradosso della Turchia nella NATO

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Ieri la Turchia ha negato che Hamas stesse pianificando attentati in Israele partendo dal territorio turco. La netta presa di posizione turca è arrivata dopo che Israele aveva formalmente avanzato una nota di protesta alla NATO, organismo di cui la Turchia fa parte, denunciando il fatto che Ankara non solo coprisse i terroristi di Hamas ma che collaborava attivamente con loro.

Il tutto nasce dalla scoperta fatta dallo Shin Bet di una cellula terroristica di Hamas basata in Turchia che progettava grandi attentati in Israele a partire da un sanguinario attentato ad uno stadio. La cellula era guidata da operativi di Hamas residenti in Turchia tra i quali Saleh al-Arouri, cioè il mandante del rapimento e della successiva uccisione di tre ragazzi israeliani avvenuta nel giugno scorso.

Il Ministro israeliano per gli Affari Strategici, Yuval Steinitz, giovedì scorso aveva inviato una nota a tutti i membri della NATO chiedendo di far pressioni sulla Turchia affinché smettesse di appoggiare i gruppi terroristici palestinesi e che provvedesse a smantellare la rete terroristica basata proprio in Turchia. La reazione della Turchia è stata veemente e stizzita. Alcuni diplomatici turchi nel negare qualsiasi coinvolgimento turco nella vicenda hanno detto che “non ci sono basi operative di Hamas in Turchia” e hanno accusato a loro volta i servizi israeliani di voler boicottare i tentativi di riavvicinamento diplomatico tra Israele e Turchia.

In realtà tutti sanno benissimo che Hamas ha una sede operativa in Turchia e che molti dei suoi uomini più pericolosi sono rifugiati in territorio turco dove vengono attentamente protetti dalle forze di sicurezza turca e tra questi proprio Saleh al-Arouri.

Il fatto strano è che la Turchia non nega affatto di sostenere Hamas solo che, secondo la versione di Ankara, quello turco sarebbe un “sostegno umanitario”. Il fatto che un membro della NATO sostenga apertamente un gruppo terroristico sembra non sconvolgere più di tanto i membri della NATO stessa che continuano imperterriti a condividere con l’intelligence turca tutti i dati sensibili in loro possesso, tra i quali parecchi riguardanti la sicurezza di Israele. Lo scorso mese di ottobre il Ministro della Difesa israeliano, Moshe Ya’alon, si lamentò di questo fatto con l’ormai ex Segretario alla Difesa americano, Chuck Hagel, ma la Turchia è troppo importante per l’ideologia politico/religiosa di Obama e non solo gli Stati Uniti non hanno chiesto alcuna spiegazione ad Ankara ma hanno persino rafforzato gli scambi di informazioni sensibili con la Turchia nel quadro della lotta al ISIS.

«Hamas ha tre sedi legali – ha detto Moshe Ya’alon pochi giorni fa – una a Gaza, una in Qatar e l’altra in Turchia». Come Ankara possa ancora far parte della NATO e davvero un mistero e un pericoloso paradosso. Non è bastato che solo un anno fa la Turchia comprasse dalla Cina un sofisticato sistema missilistico a mettere in guardia gli alleati della NATO sulle strane manovre turche, ora si accetta anche che collabori attivamente con i peggiori gruppi terroristici del Medio Oriente.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Miriam Bolaffi

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