Il portavoce di Putin vende l’Italia ai “comunisti russi”

Speriamo che siano le ultime malefatte che fa questo Governo. A Sochi, dove si sta tenendo il VII° vertice inter-governativo italo-russo, il “portavoce di Putin” sta svendendo all’amico bolscevico i migliori pezzi dell’Italia, naturalmente senza alcun tornaconto per noi miseri esseri della strada ma con immensi guadagni per le solite aziende: ENI, FINMECCANICA e (new entry) POSTE ITALIANE.

Naturalmente al “portavoce di Putin” non interessa assolutamente niente se nel fare questo l’Italia si allontani pericolosamente dalla NATO e dall’Unione Europea. A lui interessa solo il grande business del quale, naturalmente, agli italiani non arriveranno nemmeno le briciole. E pensare che a parole “il portavoce di Putin” ce l’ha a morte con i comunisti, salvo quando fanno fare business.  Prima o poi dovrà decidersi a fare un viaggetto anche in Corea del Nord, ammesso che non lo abbia già fatto, magari per mezzo di qualcun altro.

Ma vediamo un po’ di fare il punto della situazione. Oggi il Governo italiano si è riunito a Sochi (RUSSIA) da dove sembra il “portavoce di Putin” risponderà alle diverse interrogazioni parlamentari giunte in queste ore da Roma, ormai sede secondaria del Governo. Il “portavoce di Putin” ha annunciato per questa sera una conferenza stampa dedicata ai giornalisti italiani. Chi è rimasto a Roma è quindi fregato.

Nel frattempo gli affari sono andati avanti. In un incontro tra La Russa e Serdyukov è stato dato il via a una joint venture per la fornitura di 2.500 blindati Lince (gruppo IVECO) da produrre però in Russia almeno al 50%, giusto per non essere da meno di Marchionne. Insomma, le eccellenze le produciamo all’estero, tanto da noi c’è sempre la cassa integrazione. Naturalmente La Russa ha preteso che i Lince non venissero venduti ad altri (per esempio paesi nemici della NATO) e ha avuto rassicurazioni in tal senso da Serdyukov che ha giurato con il famoso giuramento delle Giovani Marmotte. In aggiunta a questo è stato siglato un fantastico accordo relativo al transito per via ferroviaria nella Federazione Russa di materiale e personale militare italiano diretto in Afghanistan (ma non dovevamo andarcene dall’Afghanistan il prossimo anno?). Voci di corridoio dicono che i militari italiani potrebbero però essere deviati verso la Cecenia (un’alleanza è un’alleanza), tanto il nemico è sempre quello. Poi c’è stata una importantissima dichiarazione congiunta tra il ministro degli Affari Esteri Italiano, Franco Frattini (finalmente invitato in Russia) ed il vice-presidente del governo e ministro delle finanze della Federazione Russa per la realizzazione del partenariato bilaterale per la modernizzazione. Cosa sia esattamente non lo sa nessuno, però fa impressione e tanto basta ad accontentare Frattini che potrà finalmente apporre la sua firma su un accordo con la Russia.

Va beh, ci fermiamo qua, tanto le cavolate volano a bizzeffe mentre il “portavoce di Putin” si consulta con il suo padrone bolscevico per delineare una linea di difesa comune dalla indiscrezioni trapelate da Wikileaks. L’importante e che gli affari importanti (South Stream e tanto altro di cui ne parleremo i prossimi giorni) vadano avanti. Poi tutti gli altri (i vari ministri e portaborse) si accontentano con poco, una firmetta, una promessa, una coppetta di caviale del Baltico e l’affare è fatto.

Possibile che non ci sia una forza politica in grado di fermare questo schifio?

Bianca B.

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