Il Re è nudo. Negarlo è un atto criminale

Ormai il problema Berlusconi non è più solo un problema politico, è diventato un problema sociale che prescinde dallo schieramento politico e dalla ideologia. Non è più un fatto di destra o sinistra, ammesso che ancora in Italia si possa parlare di destra e sinistra, ma è un storia che sta velocemente sfociando nella violazione dei Diritti della collettività.

Ieri il Cardinale Bagnasco ha dato il colpo finale a questo Governo che assomiglia sempre più a un regime sudamericano piuttosto che alla legittima guida politica di un Paese democratico. Nella sua ottica cattolica il capo della CEI ha calcato la mano in modo particolare sulla questione morale, ma è il complesso del discorso che sancisce la netta presa di distanza della Chiesa cattolica dal Premier. La Chiesa non si riconosce più nel PDL e arriva addirittura a chiedere un “nuovo partito cattolico”. Il Re è nudo e in questa affermazione non c’è nessun riferimento alle pratiche erotiche del Premier.

Ma quello che colpisce più di tutti in questa chiara evidenza dei fatti è la negazione del dato di fatto da parte di buona parte dei politici berlusconiani e della stampa collegata al Premier, una negazione che sfiora l’atto criminale e l’insulto al popolo italiano. Difendere ciò che non è più difendibile non è un atto politico, adesso è un atto criminale che va contro il popolo e contro l’interesse nazionale.

Una politica normale, un partito normale in un paese normale trarrebbe al suo interno le debite conclusioni e genererebbe gli anticorpi per guarire il Paese da questo virus letale che si chiama Silvio Berlusconi, ma non il PDL, non gli strenui e ormai ridicoli difensori di quest’uomo a cui devono probabilmente tutto, compreso il fatto di trovarsi immeritatamente a sedere sul seggio parlamentare. Ecco perché a questo punto si può parlare di “comportamento criminale”, perché questo atteggiamento di genuflessione di fronte al Re di Arcore sta facendo il male del Paese che invece queste persone hanno giurato di difendere.

L’Italia è una grande democrazia, solo per questo motivo ancora non si sono visti  i forconi per le strade. Ma questo non deve autorizzare il Premier e tutta la sua corte di lacchè ad approfittarsene. Il Re deve andarsene e lasciare libera l’Italia e gli italiani.

Carlotta Visentin

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