Società e cronaca

Il terrorismo islamico è terrorismo islamico. Perché chiamarlo diversamente?

Non capisco francamente questa tendenza dei media a chiamare il terrorismo islamico in maniera diversa da quello che è. “Terrorismo Jihadista” o solo “terrorismo” sono i termini più usati dai media per parlare di terrorismo islamico come se mettere quel “islamico” a seguire la parola “terrorismo” sia un tabù insuperabile.

Eppure non dovrebbe essere un tabù, si tratta solo di dire le cose come stanno e di chiamarle con il loro nome. Ok, ieri abbiamo visto che c’è una piccolissima parte del mondo musulmano che si ribella al terrorismo islamico (davvero pochi, mi dispiace), brava gente che non vuol sentir parlare di abbinamento tra terrorismo e terrorismo islamico. Ne hanno tutto il diritto se credono veramente che l’islam sia una religione di pace. Peccato però che tutto dia loro contro. Oggi la stragrande maggioranza dei conflitti viene combattuta nel nome di Allah, quasi il 100% degli atti di terrorismo hanno una matrice islamica. Nell’attentato in Mali i terroristi graziavano chi sapeva recitare versetti del Corano. Lo avevano fatto anche gli al-Shabaab somali qualche mese fa e questi non fanno parte del network ISIS. Come chiamare tutto questo se non terrorismo islamico? Come chiamare un atto di terrorismo commesso nel nome di Allah?

Lo so, c’è una piccola minoranza musulmana che condanna tutto questo e sono sicuro che lo fa in modo sincero, credendoci, ma non possiamo combattere un nemico se abbiamo persino paura di nominarlo.

Scritto da Adrian Niscemi

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