Il tintinnio di forconi

L’unico che, in un raro momento di lucidità, ha detto qualcosa di veramente giusto è Umberto Bossi: «rischiamo la povertà assoluta». I legisti iniziano a tirare le somme di questi tre anni di Governo B.S.B. (Berlusconi-Scilipoti-Bossi) e quello che vedono è un campo di macerie. Altro che federalismo e riduzione delle tasse.

Il bello (o il tragico) è che nemmeno tra di loro si mettono d’accordo. Se, per informarsi, uno qualsiasi legge i giornali o guarda i TG (a parte quelli di Minzolini e Fede dove va sempre tutto bene) si ritrova più confuso di prima. Il Premier, che fino a pochi giorni fa affermava con granitica certezza che andava tutto bene, da la colpa di tutto alla crisi mondiale e si dibatte tra il “mettere le mani nelle tasche degli italiani” e metterle in qualche reggiseno di procaci ragazzine, ma sostanzialmente non gliene frega niente, lui pensa solo ai suoi affari, come ha sempre fatto. I fedelissimi difendono il capo e cercano di addossare le colpe di questa situazione ad altri (l’Europa). Qualcuno cerca di staccarsi ma lo fa solo per difendere i propri di interessi, magari perché è stanco di difendere solo e sempre quelli del capo. In molti tacciono anche perché sono indispettiti dal fatto che hanno dovuto cancellare le prenotazioni nelle isolette caraibiche per colpa di questa crisi. Ma che cazzo gliene frega a loro della crisi. Mica li riguarda. Mica sono pezzenti, LORO!!!

E l’opposizione? Beh, l’opposizione come sempre non è pervenuta. Bersani, come un mantra, ripete che Berlusconi deve dimettersi ma non propone (e non si propone) nulla di concreto. Casini sta gonfiando il salvagente al Cavaliere.  Fini e i suoi son spariti dalla circolazione tanto che si dice che la prima puntata autunnale di “Chi la visto” sarà dedicata a loro. Vendola è inconsistente. L’unico che si muove è il povero Tonino (Di Pietro) ma cosa volete che faccia da solo? Sul resto di questa misera politica stendiamo un velo pietoso (più pietoso del solito), perché definire “politici” gente come il gruppo dei Responsabili o i vari gruppi che passano dall’opposizione al governo a seconda del tornaconto ci sembra davvero ingeneroso per la parola “politica”, per quanto bistrattata essa possa essere.

E la gente? Cosa fa la gente? Per ora subisce in silenzio e cerca di capirci qualcosa, compito davvero arduo. Ma in lontananza si inizia a sentire il tintinnio dei forconi e la cosa dovrebbe, almeno in parte, spaventare questa accozzaglia di politicanti inadeguati a governare un grande Paese come l’Italia. Le monetine, come quelle lanciate a Craxi, sono troppo preziose in un momento di crisi come questo, per cui il pericolo non c’è. Ma i forconi sono sempre a portata di mano e la gente inizia davvero a essere stanca. L’esasperazione e la disperazione sono stati da sempre il meccanismo che ha portato la gente a imbracciare il forcone, e di esasperazione e disperazione ce n’è a bizzeffe in questo povero Paese dissanguato da questi vampiri che qualcuno ancora si ostina a chiamare “onorevoli”. Ci pensino bene i signori che siedono sule comode poltrone di Montecitorio. La festa è finita.

Bianca B.

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