Il Vangelo secondo Grillo

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E’ strano il concetto di democrazia di Beppe Grillo. Da anni blatera di democrazia dal basso, di libertà di espressione, dice che in Italia vige un regime e propone il suo movimento come una alternativa allo stesso regime. Ma poi cosa fa quando qualcuno dei suoi legittimamente lo critica? Manda a quel paese la democrazia e diventa improvvisamente il duce, il rais, l‘Ayatollah italiano.

E nel fare questo contraddice pure se stesso oltre che la Costituzione. Nello statuto originale, non il “non statuto” ma quello depositato a norma di legge,  si stabilisce che “gli eletti eserciteranno le loro funzioni senza vincolo di mandato” come per altro stabilito dall’art. 67 della Costituzione. Solo che quando si tratta di mettere in pratica questa regola fondamentale Grillo la salta a piè pari e non solo non l’accetta ma fa persino firmare ai suoi parlamentari un codice di comportamento che di fatto la smentisce ed è quindi anticostituzionale.  Ebbene, che piaccia o no a Grillo, nelle prerogative di un parlamentare sancite dalla Costituzione c’è pure il diritto alla critica, quello che ha esercitato nei giorni scorsi la senatrice Adele Gambaro, un Diritto sacrosanto in ogni democrazia che si rispetti.

Ma Grillo adotta un doppio standard di democrazia. E’ democratico tutto quello che non nuoce a lui, è antidemocratico tutto ciò che porta a una critica nei suoi confronti. Così la libera stampa diventa stampa di regime, la democrazia italiana diventa un regime, la Tv nazionale un mezzo di propaganda del regime, il legittimo Governo Letta frutto di un golpe, ecc. ecc. Ma quando qualcuno chiede più democrazia all’interno del Movimento 5 Stelle emerge l’Ayatollah che è in lui e qualunque critica viene repressa immediatamente. Pensate se si dovesse affidare a Grillo la guida del Paese. Ci troveremmo come in Iran che davanti al nome mette “Repubblica” ma in effetti è un regime nazi-islamico. Nel nostro caso ci troveremmo a fare i conti con un Vangelo secondo Grillo fatto di regole a sua immagine e somiglianza, con il suo concetto di democrazia che non prevede alcun confronto democratico. Roba da far apparire le leggi ad personam di Berlusconi come un esercizio da dilettanti.

E oggi si potrebbe vedere l’applicazione del Vangelo secondo Grillo nella sua vera essenza, quella più vicina agli Ayatollah che ai Santi cristiani. Oggi infatti il Movimento 5 Stelle deciderà se espellere la povera senatrice Adele Gambaro rea di aver criticato il Grande Ayatollah Ali Beppe Grillo. Con ogni probabilità la poveretta verrà espulsa nonché infamata in tutti i modi (lo fa per i soldi ecc. ecc.) e ogni parola o scritto a sua difesa verrà etichettato come “stampa di regime”. E’ la democrazia secondo la visione di Beppe Grillo.

Brigitta Donati

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