Immigrati violenti: il buonismo complice e ipocrita gli da una mano

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Uccide volontariamente un vigile urbano a Bologna investendolo e passando più volte sul corpo, il GIP chiede 26 anni di reclusione ma il giudice gli concede le attenuanti perché trattasi di un Rom e in quanto tale «il contesto di vita famigliare nel quale è cresciuto, caratterizzato da illeciti compiuti dagli adulti, ha fortemente condizionato le sue azioni».

Questo è solo l’ultimo dei casi (quello dell’omicidio di Niccolò Saverino, vigile urbano di Bologna, da parte di Remi Nicolic avvenuto il 12 gennaio 2012) in cui la magistratura italiana concede attenuanti ai criminali partendo dal presupposto che, poverini, hanno avuto una vita difficile e che proprio per questo se delinquono non possono pagare le stesse pene degli altri o di un “delinquente nostrano”. Casi simili si sono avuti altre volte, come per esempio (per citarne uno solo) nello stupro della Pineta Sacchetti dove sei filippini violentarono un diciassettenne, ma anche loro poveracci erano disagiati e quindi sconto di pena. Ma moltissime voci “attenuanti” si sono sentite anche nel caso del picconatore di Milano, quel Mada Kabobo che ha ammazzato senza pietà tre persone solo perché, poverino, aveva fame. In tanti hanno cercato di giustificarlo a causa della sua situazione e chi ha provato a protestare è stato subito tacciato di razzismo.

La realtà è che l’Italia, a causa di tutto questo ipocrita buonismo, è diventata la terra di nessuno dove ogni giorno arrivano centinaia di disperati pronti a tutto, gente che è cresciuta con una mentalità secondo la quale non si guarda in faccia niente e nessuno per raggiungere il proprio obbiettivo, che può essere un semplice panino o qualcosa di più, gente disposta a metterti le mani addosso per un paio di Euro. Andatevi a fare un giro intorno alla Stazione Termini di Roma o a quella di Milano per rendervene conto. Andate in un mercato di un qualsiasi paesino italiano per vedere in quanti di questi “disperati” vi verranno a importunare e se vi permettete di scansarli venite aggrediti con i peggiori insulti.

Eppure si continua non solo a tollerarli ma si arriva persino a giustificare le azioni più violente che queste persone commettono. Ha dato un pugno alla vecchina per rubargli il portafoglio con pochi euro? Poverino, aveva fame. Ha rubato dentro una casa? Poveraccio, bisogna capirlo, viene dall’Africa e non ha niente. Ammazza tre persone a picconate? Che ci vuoi fare? E’ la sua mentalità e nessuno lo ha aiutato a integrarsi.

Ma siamo matti? Questa gente non solo va punita come si deve e comunque alla pari di un delinquente nostrano, ma va allontanata dal nostro Paese prima che commetta reati. Tutti i buonisti si lamentano della legge Bossi-Fini ma fanno finta di non vedere che non solo quella legge non viene applicata come si deve, ma che l’Italia è diventato un vero colabrodo dove entra di tutto e dove, questi disperati, pur di vivere arrivano a commettere i peggiori reati. E quando vengono arrestati non solo non vengono espulsi ma qualche giudice buonista gli concede le attenuanti che non sono veramente tali ma che si trasformano in una vera e propria giustificazione a delinquere.

E in questo assurdo contesto c’è chi vorrebbe alleggerire le leggi sulla immigrazione, aprire le porte a tutti, dare il via libera legale ai “disperati” di ogni parte del mondo. Beh, lasciatemi dire che è un suicidio, una assurdità che trasformerà l’Italia nel paese dei balocchi e arricchirà i mercanti di esseri umani a discapito della nostra sicurezza. E non si tratta di razzismo, è puro realismo.

Carlotta Visentin

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