Immigrazione: se un giudice si sostituisce al Parlamento

La decisione presa da un giudice di Pace di Modena sul caso di due fratelli bosniaci nati però in Italia, è di quelle che farà discutere e che, probabilmente, accentuerà ulteriormente lo scontro tra magistratura e politica.

In sostanza il Giudice di Pace di Modena ha stabilito che chi nasce in Italia, anche se da genitori stranieri, non può essere trattenuto nei Cie. Il caso era quello di Andrea e Senad, due fratelli di origine bosniaca ma nati in Italia, rinchiusi nel Centro di identificazione ed espulsione modenese dal 10 febbraio scorso. In pratica il Giudice di Modena è andato oltre il Parlamento che ancora non ha emesso alcuna legge riguardante i nati in Italia da genitori extracomunitari.

Ora, se è giusto che noi si difenda le prerogative dei giudici dagli attacchi della politica (e lo facciamo), è altrettanto giusto difendere le prerogative della politica e in particolare del Parlamento. Infatti non spetta a un Giudice di pace legiferare o stabilire quale status debbano avere i nati in Italia da genitori extracomunitari, ma spetta solo ed esclusivamente al Parlamento. I Giudici devo far applicare le leggi che emette il Parlamento.

Siccome il caso rischia di diventare “un precedente storico” è bene che ognuno si riprenda il proprio ruolo. Al momento non esiste una legge in Italia che conceda particolari Diritti ai nati nel nostro Paese da genitori extracomunitari, per cui il Giudice di Pace di Modena se l’è praticamente inventata sostituendosi di fatto al Parlamento. Un fatto assolutamente incomprensibile e inaccettabile che va immediatamente ridimensionato. Se i giudici iniziano a farsi le leggi per con loro viene a mancare la democrazia.

Poi ognuno la può pensare come vuole sulla giustezza o meno di questa sentenza, le regole ci sono per essere rispettate e la regola in Italia è quella della Democrazia Parlamentare, dove chi legifera è il Parlamento e non i giudici.

Carlotta Visentin

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