Inaudite violenze islamiche in Repubblica Centrafricana

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Quello che emerge dalle testimonianze dei sopravvissuti ai massacri perpetrati dalle milizie islamiche dei Seleca è semplicemente agghiacciante. Una vera e propria caccia al cristiano, un tentativo di genocidio selettivo fatto a colpi di macete che ricorda da vicino il Ruanda.

Migliaia di persone si sono rifugiate nei pressi dell’aeroporto di Bangui, controllato dalle truppe francesi. Nel giro di pochi giorni il perimetro esterno dell’aeroporto è diventato un immenso campo profughi dove sono state erette capanne di emergenza e dove si possono vedere decine e decine di feriti a colpi di macete i quali ricevono le cure dai militari francesi. Ma sono troppi e in molti rimangono sdraiati in terra, sanguinanti e con il pericolo di infezioni. Serve di tutto e bisogna dare atto alle truppe francesi di riuscire a fare l’impossibile. Unica presente tra le ONG è Medici Senza Frontiere che fa l’impossibile per curare quante più persone possibili.

Terribili i racconti dei sopravvissuti. Le milizie islamiche dei Seleca arrivavano all’improvviso, entravano dentro le case dei cristiani, precedentemente inquadrate, e chiedendo di consegnare loro le armi e tutti i soldi che avevano. Di armi nessuno ne aveva e i soldi erano pochi, troppo pochi. Così iniziava il massacro, fatto a prescindere dal fatto che armi e soldi fossero stati consegnati. Nessuna differenza tra uomini, donne e bambini. Tutti venivano colpiti. I pochi che sono sopravvissuti lo devono al fatto che sono stati ritenuti morti o perché i loro carnefici si concentravano su altri obbiettivi dando per scontato che comunque sarebbero morti dissanguati. Solo nella capitale i morti sono stati centinaia. Nessuno al momento è in grado di quantificarli.

Ma il timore che nel resto della Repubblica Centrafricana la strage sia di grandi proporzioni è palpabile sia tra gli ufficiali francesi che tra i pochi membri dell’Onu e dell’Unione africana. Le truppe francesi supportate da quelle della UA hanno pacificato l’area della capitale ma per il resto del Paese c’è poco da fare. Giungono notizie agghiaccianti da ogni parte della Repubblica Centrafricana, persino di attacchi a colonne di profughi in fuga.

La Francia intanto continua inutilmente a chiedere un maggiore coinvolgimento dell’Europa, richiesta totalmente snobbata da Catherine Ashton, troppo impegnata a stare dietro alla kefiah di Abu Mazen e al turbante di Hassan Rohani.

Claudia Colombo

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