Incontro Obama – Erdogan: sulla Sira e Hamas forti disaccordi tra USA e Turchia

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Ieri a Washington si sono incontrati il Presidente americano, Barack Obama, e il Premier turco, Recep Tayyip Erdogan. Tema principale dell’incontro è stata la Siria e il conflitto che sta devastando il Paese e, soprattutto, cosa fare per mettervi fine.

Secondo voci vicine alla Casa Bianca, Obama ed Erdogan si sarebbero trovati in forte disaccordo su come procedere in Siria. Erdogan avrebbe chiesto a Obama di imporre prima di tutto una “no fly zone” per impedire agli aerei siriani di bombardare civili e ribelli. Se questo non bastasse il premier turco avrebbe chiesto un intervento diretto in Siria. Obama non è d’accordo con questa linea e preferisce appoggiare i ribelli dall’esterno con la fornitura di armi, con il rischio però che queste armi finiscano in mano ai gruppi legati ad Al Qaeda.

«Non c’è una formula magica per affrontare una situazione straordinariamente violenta e difficile come la Siria» – ha detto Obama nella conferenza stampa seguita all’incontro – «siamo comunque entrambi d’accordo sul fatto che Assad se ne deve andare». Obama non ha tuttavia spiegato come intende procedere in Siria. Erdogan, dal canto suo, è apparso piuttosto ombrato. Nessuna parola sulle prove che la Turchia avrebbe raccolto sull’uso da parte del regime siriano di armi chimiche. E quando un giornalista gli ha fatto una domanda in merito alle richieste avanzate a Obama, Erdogan non ha risposto preferendo sorvolare.

L’impressione diffusa tra i giornalisti presenti alla conferenza stampa è stata che tra i due ci fossero forti disaccordi su come procedere in Siria. E’ chiaro che Erdogan preme per un intervento armato. La Turchia ha raccolto prove che l’attentato di qualche giorno fa è stato pianificato dalla Siria e non vorrebbe farla passare liscia ad Assad. Ma Obama frena, teme un allargamento del conflitto che però di fatto c’è già.

Disaccordo manifesto invece sull’annuncio dato da Erdogan in merito alla sua intenzione di visitare il mese prossimo la Striscia di Gaza. L’Amministrazione americana si è detta “fermamente contraria” alla visita di Erdogan nella Striscia di Gaza in quanto comporterebbe da parte della Turchia un riconoscimento esplicito di Hamas. Ma su questo il premier turco non ha voluto sentire ragioni. Si recherà nella Striscia di Gaza a dispetto delle fortissime opposizioni che arrivano anche dalla Autorità Nazionale Palestinese la quale teme che questa visita rafforzi ulteriormente Hamas. In tal senso sono apparse chiarissime le parole del portavoce del Dipartimento di Stato, Jen Psaki, il quale ha detto che «gli Stati Uniti restano contrari a qualsiasi impegno con i terroristi palestinesi e a un riconoscimento implicito o esplicito di Hamas, un gruppo terrorista internazionale che rimane una forza destabilizzante a Gaza e in tutta la regione».

Adrian Niscemi

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