Oggi Netanyahu incontra Kerry a Roma. Il Quartetto sta per pubblicare l’ennesimo rapporto fortemente critico verso Israele, il tutto mentre l’Europa va in pezzi e l’ISIS ordina ai suoi di attaccare Berlino e Parigi

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Oggi il Segretario di Stato americano, John Kerry, incontrerà a Roma il Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Gli argomenti all’ordine del giorno sono tanti ma quello più delicato sarà l’imminente uscita di un rapporto del Quartetto (Stati Uniti, Unione Europea, Russia e Nazioni Unite) fortemente critico verso Israele e in particolare su quella che è l’ossessione di tutti, cioè i cosiddetti “insediamenti”.

In questo frangente non si può non notare la differenza abissale che c’è tra l’inutile politica del Quartetto e in particolare degli USA in Medio Oriente e la pragmatica e utile politica israeliana. Mentre il Quartetto sta ancora dietro alla patetica questione palestinese, ormai abbandonata anche dagli arabi salvo che nelle apparenze, Israele sta ridisegnando gli equilibri regionali a suon di accordi con i Paesi arabi e con la Turchia.

Mentre Stati Uniti, Unione Europea, Nazioni Unite e in misura minore la Russia, considerano la questione palestinese il fulcro del problema in Medio Oriente, Israele e i maggiori Paesi arabi considerano invece la lotta al terrorismo islamico e soprattutto all’Iran il problema principale del Medio Oriente e non solo di quell’area. Mentre l’ISIS invita i terroristi islamici ad approfittare del caos del dopo Brexit per colpire l’Europa e affondarla definitivamente, John Kerry e la Mogherini si preoccupano degli insediamenti israeliani e della questione palestinese. Mentre l’Europa è sotto la concreta minaccia dello Stato Islamico ed è sotto pressione per una ondata migratoria senza precedenti che rischia di far saltare la stessa Unione Europea, i suoi parlamentari applaudono senza ritegno un mentitore seriale qual’è Abu Mazen che dal palco del Parlamento Europea inanella una serie di menzogne senza precedenti e senza che nessuno osi mettere il rais palestinese di fronte alle sue responsabilità. E se poi diciamo che questo mondo ipocrita si merita il terrorismo islamico, c’è anche qualcuno che ha da ridire.

Oggi Netanyahu cercherà di convincere Kerry ad ammorbidire il rapporto del Quartetto che arriva in un momento delicatissimo per il Medio Oriente e per l’Europa, ma purtroppo dubitiamo fortemente che possa riuscirci. La cecità della politica americana e di quella europea non sente ragioni. Si ha l’impressione che USA ed Unione Europea abbiano preso il posto degli arabi nell’usare la questione palestinese per colpire Israele. Se fossero veramente interessati alla soluzione dei due Stati costringerebbero Abu Mazen a trattare con Israele invece di permettergli di andare in giro a raccontare balle clamorose e nel frattempo continuare a intascarsi milioni e milioni di aiuti internazionali per il proprio arricchimento personale.

Poi non dobbiamo stupirci se l’Unione Europea va in pezzi con dei politici come la Mogherini che la rappresentano e con i suoi parlamentari che applaudono a scena aperta chi fomenta la violenza e il terrorismo islamico.

Scritto da Antonio M. Suarez

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1 Comment

  1. gianni centola

    Se Kerry rappresenta il pensiero di Obama, non c’e’ molto di buono da sperare.Della Mogherini, inutile sprecarci tempo. Fortunatamente,Israele
    si e’ mossa in anticipo, allacciando nuovi rapporti, e consolidandandone altri( Cina e Russia)e visto che ,chi siede a capo dell’UE e ne influenza le decisioni(talmente errate da procurare disastri come la Brexit) farsi delle
    illusioni su possibili cambiamenti di rotta dei governi europei fondamen
    talmente antisionisti al limite talvolta dell’antisemitismo,(salvo poi dichiararsi spudoratamente amici di Israele) e’ pura fantasia.Allora e’ meglio accordarsi con gli ex nemici e guardarsi le spalle dagli amici

Incontro tra Kerry e Netanyahu a Roma. La cecità americana ed europea

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