Infibulazione: una campagna per metterla veramente fuorilegge

In un momento in cui sulle prime pagine dei giornali mondiali c’è l’orrenda storia della ragazzine nigeriane rapite da Boko Haram e si torna a parlare di Diritto allo Studio negato alle donne nei Paesi islamici, la vittima più famosa delle prepotenze islamiche contro le bambine, Malala Yousafzai, si impegna direttamente in una campagna globale contro le mutilazioni genitali femminili.

infibulazione-malala-1Lo fa dalla Gran Bretagna dove è rifugiata aderendo all’appello di un’altra adolescente, Fahma Mohamed, una ragazzina di origine somala.

La campagna è partita dal The Guardian e all’inizio riguardava solo la Gran Bretagna dove si stima che ogni anno circa 66.000 donne e bambine siano vittime di quella assurda e barbara pratica che è la infibulazione (erano 20.000 solo nel 2007), una vera e propria mutilazione genitale. Tuttavia le ricerche svolte in Gran Bretagna hanno portato alla scoperta che in tutta Europa centinaia di migliaia di donne e bambine vengono sottoposte ogni anno alla infibulazione, il tutto nella più totale indifferenza delle autorità nazionali. La scusa è sempre quella: non interferire con le tradizioni di altre culture.

Quello che chiedono Malala Yousafzai e Fahma Mohamed è di dare il via a una campagna a livello scolastico volta non solo a sensibilizzare le ragazzine sul problema ma anche e soprattutto per convincere quante di esse sono vittime di questa barbara pratica a denunciare il fatto. Non solo, serve al più presto una legislazione europea che bandisca la pratica della infibulazione e punisca con pesanti sanzioni penali i genitori che la praticano sulle loro bambine.

Il fenomeno è molto diffuso anche in Italia dove i numeri precisi non si conoscono perché non è mai stata fatta una ricerca in tal senso, ma si stima che le ragazzine e le donne sottoposte a infibulazione in Italia non siano tante di meno di quelle censite in Gran Bretagna. Siamo quindi di fronte a un gravissimo problema che non può più essere rimandato e che va affrontato con estrema celerità.

[gss-content-box]Una nota a margine. La infibulazione, che consiste nell’asportazione della clitoride (escissione), delle piccole labbra, di parte delle grandi labbra vaginali con cauterizzazione, cui segue la cucitura della vulva, lasciando aperto solo un foro per permettere la fuoriuscita dell’urina e del sangue mestruale, viene considerata a tutti gli effetti una mutilazione genitale. Molti equiparano la infibulazione alla circoncisione maschile, ma mentre la infibulazione è una pratica volta sostanzialmente a “punire” l’essere femminile, la circoncisione (praticata nelle culture ebraiche e musulmane) aiuta enormemente l’igiene maschile e non è in nessun caso una azione punitiva. In Uganda, dove è stata introdotta per legge, i casi di AIDS sono calati del 20% in pochissimo tempo.[/gss-content-box]

Scritto da Carlotta Visentin

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