Iran, atto intimidatorio verso i “nemici” e i “vicini di casa”

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In Iran cambiano i presidenti, cambiano i governi ma l’obbiettivo degli Ayatollah non cambia come non cambia la politica di fondo di Teheran nonostante in occidente ci si ostini a definire il Presidente iraniano, Hassan Rohani un “moderato”.

Ne abbiamo avuto conferma ieri durante la mastodontica parata militare che si è svolta a Teheran in occasione della “Giornata Nazionale dell’Esercito e delle forze armate”, una parata in stile nord-coreano dove Teheran ha mostrato al mondo la potenza del suo esercito mettendo in mostra i nuovi missili, i droni, i mini-sommergibili e facendo sfilare le truppe d’elite del suo esercito. L’unica cosa ricorrente in ogni singola rappresentanza delle forze armate erano gli striscioni con scritto “morte a Israele” e “morte agli Stati Uniti”.

Le truppe sfilando al grido di Allahu Akbar (Dio è grande) hanno mostrato al mondo i missili Fajr-5, Nazeat e Zelzal mentre nel cielo sfrecciavano i caccia di fabbricazione americana F-4 e F-14 e quelli di fabbricazione russa MIG-29 e Sukhoi-24.

Rohani nel suo discorso ha ribadito che se il nemico (Israele n.d.r.) non ha avuto il coraggio di attaccare in Iran è grazie alla “terribile potenza del suo esercito”. Poi ha ringraziato i soldati che con il loro impegno garantiscono “pace e stabilità in tutta la regione”. Infine ha assicurato il mondo che l’Iran vuole la pace e che il suo “potentissimo esercito è pronto a difendere i vicini e a garantire pace e sicurezza agli alleati”, concetto ribadito anche dal Generale Ahmad Reza Pourdastan il quale ha dichiarato alla Fars News che l’Iran è pronto a difendersi da qualsiasi minaccia e a garantire sicurezza agli alleati (un chiaro riferimento alla Siria). Nella stessa occasione il Generale Farzad Esmayeeli ha annunciato il lancio del nuovo missile anti-aereo Sayyad-3 da abbinare alle batterie S-200 il quale, stando alle parole del Generale, sarebbe in grado di colpire con precisione aerei nemici a lunghissima distanza. E’ la risposta iraniana alla mancata consegna da parte dei russi della batterie anti-aeree S-300.

Più che una parata militare è sembrata un atto di intimidazione verso i vicini di casa e verso quelli che gli iraniani continuano a ritenere i loro nemici mortali, Israele e Stati Uniti. Allo stesso tempo è stata l’occasione per ribadire al mondo che l’Iran interverrà militarmente ovunque ritenga che i suoi interessi geo-strategici vengano messi a rischio. Insomma, l’Iran di Rohani sarà anche moderato per alcuni beoti occidentali ma onestamente a noi non sembra.

Scritto da Sarah F.

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