Iran: da Obama pezzi di ricambio per i C-130 usati per portare armi in Siria (report)

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Quando si dice la coerenza. Qualche tempo fa Obama minacciava interventi armati in Siria e minacciava di fornire armi ai ribelli siriani. Poi cosa scopri? Che attraverso un paio di società di comodo, una basata a Dubai e una addirittura in Israele, proprio gli Stati Uniti forniscono pezzi di ricambio per aggiornare la flotta aerea iraniana.

Tra gli aerei aggiornati troviamo i caccia Mirage F-1, i Mig-29 gli F-4 Phantom e gli F-5 da combattimento, ma soprattutto troviamo i Lockheed C-130 Hercules che l’Iran usa per trasportare armi e uomini in Siria. A rivelarlo è una fonte iraniana confermata in parte dalle dichiarazioni del capo del settore logistica aerea iraniana, Generale Abbas Doran, il quale afferma che gli aerei sarebbero stati aggiornati da tecnici iraniani usando semplicemente la tecnologia di cui dispone l’Iran.

In realtà i pezzi di ricambio sono stati fatti entrare in Iran da due società che, secondo la nostra fonte, sarebbero due società di comodo (o di copertura) della CIA. La prima è incredibilmente basata in Israele, vino ad Haifa. Qualche mese la società fantasma ha spedito pezzi di ricambio per gli F-4 Phantom dalla città israeliana di Binyamina-Giv’at Ada i quali, attraverso la Grecia, avrebbero dovuto raggiungere l’Iran. Un piano ardito perché nessuno si aspetta che da Israele partano armi o pezzi di ricambio per armi verso l’Iran. Solo che le autorità greche lo hanno scoperto e hanno bloccato la spedizione che, a quanto sembra, era oramai la dodicesima. La società, di cui non si conosce il nome (perché a Gerusalemme c’è forte riserbo su questa faccenda di cui hanno parlato anche le TV) , sarebbe intestata a un cittadino residente in Gran Bretagna che al momento non è rintracciabile. Imbarazzo da parte degli Stati Uniti che parlano di “una società a loro sconosciuta animata da bramosia di denaro”. Della seconda società basta a Dubai invece si conosce il nome, la ME Supply Company, registrata negli Emirati Arabi Uniti attraverso la Rak Free Zone, un sistema unico al mondo che permette la creazione di società di comodo senza tante formalità. Secondo la nostra fonte questa società sarebbe usata dal Central Intelligence Agency americano per contrabbandare armi in diversi paesi sotto embargo. Proprio dalla ME Supply Company sono partiti nei mesi scorsi i pezzi di ricambio per gli Ercules C-130 della aviazione iraniana. Abbiamo chiesto al Dubai Department of Economic Development se potessero fornirci maggiori dettagli su questa società che fa capo a un cittadino messicano, ma non ci è stato fornito alcun dettaglio. Già in passato avevamo scoperto un’altra società basata a Dubai, la Trading and General Construction, di proprietà di due pasdaran iraniani che trasportava armi ai ribelli islamici in Nigeria per conto dell’Iran e anche allora non ci era stato fornito alcun dettaglio.

Ora, noi siamo convinti che la vicenda che vede coinvolte queste due società sia solo la punta dell’iceberg e che i rinati rapporti tra gli USA e l’Iran non comprendano solo il nucleare iraniano ma che in realtà prevedano ben altri accordi di collaborazione. Tra le altre cose stiamo seguendo le vicende di una società turca, anch’essa intestata a un cittadino messicano, che acquista materiali a doppio uso (civile-militare) negli Stati Uniti e li esporta in Iran. Ne parleremo appena possibile.

Quello che ora ci chiediamo, fatto salvo il discorso che siamo nell’ambito delle ipotesi e che nessuno potrà mai dimostrare che dietro a queste società ci sia effettivamente la CIA, è come sia possibile che pezzi di ricambio americani vadano ad aggiornare velivoli fondamentali all’Iran per sostenere il regime siriano. Ce lo saremmo aspettati dalla Russia o dalla Cina, ma che siano gli stessi Stati Uniti a sovraintendere i lavori di aggiornamento dell’aviazione iraniana è davvero il colmo. Ma con Barack Hussein Obama tutto è possibile, anche l’impensabile.

Sharon Levi

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