≡ Menu

Iran e Corea del Nord: la tremenda eredità di Obama al suo successore

Ci sono stati due fatti ieri che, sebbene passati in sordina, sono di particolare importanza per capire cosa resterà al mondo dopo il passaggio del Ciclone Obama. Il primo è il lancio di un missile balistico nord coreano da un sommergibile, il primo test del genere condotto dalla Corea del Nord che dimostra come il regime nordcoreano stia diventando sempre più pericoloso. Il secondo è l’acquisto da parte degli Stati Uniti di 32 tonnellate di acqua pesante dall’Iran, un gesto all’apparenza innocuo ma che invece dimostra come sull’accordo sul nucleare iraniano i “grandi della terra” e in particolare Obama abbiano spudoratamente mentito.

Ma andiamo con ordine. Il test svolto ieri mattina dalla Corea del Nord, se venisse effettivamente confermato, sarebbe estremamente preoccupante. Avere la possibilità di lanciare missili balistici da un sottomarino è una prerogativa che fino ad oggi avevano solo le grandi potenze militari ed è un’arma particolarmente pericolosa perché permette di cogliere di sorpresa il nemico. Il fatto che la Corea del Nord sia riuscita a dotarsi di una tecnologia del genere nonostante le sanzioni e le restrizioni a cui è sottoposta fa capire con chiarezza che la politica voluta dagli Stati Uniti verso la Corea del Nord sta fallendo in maniera clamorosa e che gli USA sono sostanzialmente impotenti di fronte alla escalation militare impostata dal regime di Pyongyang. Fino ad oggi Obama ha dato l’impressione di tergiversare con la Corea del Nord, tante parole, molte minacce ma nulla di fatto sul lato della concretezza. Sembra quasi che il Presidente americano punti a lasciare la patata bollente (molto bollente) al suo successore.

Il secondo fatto avvenuto ieri è, sotto certi aspetti, ancora più preoccupante del primo perché mette in discussione tutto quello che sapevamo in merito all’accordo sul nucleare iraniano. E non è nemmeno il primo. Ricapitolando brevemente, Obama per far digerire l’accordo con l’Iran aveva detto che quell’accordo di basava su alcuni punti fermi, tra i quali la riduzione delle centrifughe per l’arricchimento dell’uranio, libero accesso degli ispettori a tutti i siti nucleari iraniani, stop del programma missilistico iraniano, chiusura della centrale nucleare di Arak in grado di produrre acqua pesante. Con il tempo il mondo ha scoperto che le centrifughe sono state effettivamente ridotte senza però ridurre la capacità di produzione dell’uranio arricchito in quanto benché il numero sia stato effettivamente ridotto le vecchie centrifughe sono state sostituite con centrifughe di nuova generazione in grado di produrre uranio arricchito a una velocità tre volte superiore alle vecchie. Abbiamo poi scoperto che gli ispettori non hanno affatto libero accesso a tutti i siti nucleari iraniani, primo tra tutti quello di Parchin che resta interdetto agli ispettori della AIEA perché nell’accordo, a differenza di quanto detto, è previsto che l’Iran possa opporsi all’ingresso degli ispettori. Ancora, abbiamo scoperto che il programma missilistico iraniano non è affatto compreso nell’accordo sul nucleare iraniano e che, lo dice anche la Mogherini, i test missilistici iraniani non violano quindi quell’accordo. E infine ieri abbiamo scoperto che non è vero che l’Iran non può produrre acqua pesante ma che invece, secondo l’accordo sul nucleare, ne può produrre eccome. Il che ci fa tornare al reattore di Arak che teoricamente dovrebbe essere stato messo fuori gioco ma che invece a quanto pare funziona eccome, a meno che non ci sia un altro sito a noi sconosciuto in grado di produrre acqua pesante. Insomma, più andiamo avanti e più scopriamo che quell’accordo sul nucleare iraniano tanto sbandierato come un “ottimo accordo” è in realtà una vera e propria truffa.

La cosa assai bizzarra è che l’annuncio dell’acquisto da parte degli Stati Uniti di 32 tonnellate di acqua pesante dall’Iran arriva all’indomani della sentenza della Corte Suprema americana che condanna l’Iran a pagare due miliardi di dollari di risarcimento ai famigliari delle vittime di attentati orditi da Teheran e dai suoi alleati. A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca e questa sembra tanto una compensazione.

Questa è una parte purtroppo piccola della tremenda eredità che Obama lascia al suo successore, chiunque esso sia, una eredità fatta di un mondo devastato e sempre meno sicuro, un mondo in cui l’America, da sempre faro di libertà e democrazia, sotto la guida di Obama ha svenduto a buon mercato la sicurezza mondiale.

Scritto da Antonio M. Suarez

© 2016, Rights Reporter. All rights reserved. Riproduzione vietata

Comments on this entry are closed.