Iran, esecuzione di Reyhaneh Jabbari: ma di cosa vi meravigliate?

C’è da meravigliarsi dello stupore internazionale e non per la messa a morte di Reyhaneh Jabbari, una ragazza iraniana che si era difesa da uno stupro e da quello che noi in occidente avremmo chiamato senza tanti giri di parole uno stalker.

C’è da meravigliarsi che una rete di Stato qual è RaiNews24 mandi in onda una intervista a tale Tiziana Ciavardini (oggi in diretta intorno alle 12,45) che tenta in ogni modo di giustificare questa esecuzione e che arriva ad attaccare chi, secondo lei, «vuole strumentalizzare questa esecuzione per denigrare l’Iran e l’Islam». Ma santo cielo, cosa diavolo c’è da strumentalizzare in quello che è successo? Cosa c’è di strano? Questa è l’Iran, dove se una donna viene stuprata fa bene a non denunciare il suo stupratore perché come minimo viene accusata di adulterio e dove le carceri sono piene di donne accusate di tale “reato”, questo è l’Iran del “moderato” Rohuani che la settimana scorsa ha promulgato una legge secondo la quale ogni cittadino è in grado di denunciare chi secondo lui non ottempera ai dettami morali imposti dalla sharia, cioè una legge che da in mano degli uomini un’arma formidabile per poter ancora di più mettere sotto scacco le donne, ricattarle, denunciarle con una accusa fasulla se non si concedono alle loro voglie o se girano con il velo fuori posto, o semplicemente perché un marito si vuole liberare della moglie.

No, guardate, non c’è davvero nulla di cui stupirsi se in Iran è stata messa a morte Reyhaneh Jabbari, una ragazza che si è opposta a uno stupro, c’è da meravigliarsi che ci si attendesse qualcosa di diverso (ipocrita la Mogherini) e che ci sia qualcuno che ancora abbia il coraggio di difendere questi assassini seriali che sono gli Ayatollah.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Paola P.

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