Iran: il falso mito della libertà delle transessuali

IRAN TRANSESSUALI

Negli ultimi tempi molti giornali e blog si sono interessati al fatto che in Iran, un Paese che si vanta di non avere omosessuali (perché li impiccano), sia permesso il cambio di sesso da uomo a donna e che addirittura l’operazione viene molte volte pagata dallo Stato. La cosa è stata presa da più parti come una specie di vittoria del Diritto e c’è chi si è spinto a dire che la faccenda che i gay in Iran vengono massacrati è tutta una invenzione e che questa ne sarebbe la dimostrazione.

Beh, lasciatemi dire che non è assolutamente così. Innanzi tutto in Iran i generi sessuali tenuti in considerazione sono sempre due: uomo e donna. Il fatto che la transessualità sia un genere a se stante non viene nemmeno preso in considerazione (figuriamoci l’omosessualità). In sostanza un uomo può diventare donna (non sono sicura del contrario) con tutto quello che comporta in termini di perdita di Diritti, ma non può appartenere a quello che ormai universalmente viene chiamato “il terzo sesso”.  Insomma, per fare un esempio concreto, una transessuale come me che non è operata sarebbe tranquillamente impiccata perché non è né uomo né donna il che, nella loro assurda e bigotta mentalità, è una cosa inammissibile.

Allora, dove sta questa tanto reclamizzata libertà per le transessuali? Se una persona nasce donna in un corpo di uomo o se crescendo si accorge che il suo genere non gli appartiene ha una sola possibilità per non essere impiccata: cambiare totalmente sesso e diventare a tutti gli effetti una donna che, chiaramente, sarà poi asserita ai voleri degli uomini, non avrà diritti, dovrà circolare velata ecc. ecc.  O accetta questo oppure viene impiccata. Non hanno la possibilità di aspettare, di scegliere oppure semplicemente di appartenere al terzo sesso. Insomma, la transessualità in Iran è percepita come una fabbrica di schiave e non certo come un Diritto.

Onestamente fa un certo effetto leggere su certi siti che “viene sfatato il mito della persecuzione degli omosessuali in Iran” solo perché agli Ayatollah piace avere le idee chiare (o sei uomo o sei donna) e perché qualche schiava in più fa sempre comodo. Poi, se sessualmente sono anche intriganti tanto di guadagnato. In Iran gli omosessuali e le appartenenti al terzo sesso continuano a essere impiccati senza sosta e non c’è nessuna cosa che possa sfatare questa realtà (altro che mito).

Mi si dirà che anche da noi la situazione per gay e transessuali non è certo rosea. Anche questo è vero, ma non ho mai visto gay e transessuali attaccati per il collo a una gru e comunque una persona come me può girare dove vuole (o quasi) consapevole che ha dei Diritti inalienabili tra i quali c’è anche quello di poter scegliere il mio genere sessuale. In Iran no.

Paola P.

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