Iran: in programma altre 16 centrali nucleari

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A dispetto delle sanzioni, del tutto inefficienti contro il regime, e delle pressioni internazionali, l’Iran ha annunciato ieri che costruirà altre 16 centrali nucleari nei prossimi 15 anni. A dirlo è stata la TV di Stato iraniana che ha specificato che le nuove centrali nucleari serviranno a coprire il fabbisogno energetico del Paese.

Addirittura, secondo gli esperti iraniani citati dalla TV di Stato, per raggiungere una produzione pari a 20.000 megawatt necessari a garantire l’indipendenza energetica dell’Iran, le nuove centrali nucleari necessarie sarebbero almeno 20.

«I siti dove verranno costruite le nuove centrali nucleari sono già stati individuati da un team di esperti internazionali» ha detto la TV di Stato iraniana. Secondo quanto riferito per individuare i siti dove costruire le nuove centrali nucleari si sarebbero tenuti in considerazione alcuni parametri tra i quali la resistenza ai terremoti, molto frequenti in Iran, e la connotazione del terreno in previsione d un attacco aereo.

Alla notizia diffusa dalla TV di Stato iraniana si è aggiunta quella diffusa dall’agenzia IRNA secondo cui in Iran sarebbero stati scoperti nuovi e importanti giacimenti di uranio che permetterebbero al regime islamico di triplicare le riserve del prezioso minerale necessario al programma nucleare.

E’ chiaro che a dispetto delle sanzioni, delle minacce e dei tentativi di colloquio, il regime iraniano intende proseguire nella sua corsa verso il nucleare e che non si potrà fermare con le buone. Quella di ieri è una ulteriore conferma che mentre il mondo ancora discute su un intervento militare risolutivo gli iraniani vanno avanti per la loro strada. La Corea del Nord non ha insegnato niente né ai burocrati dell’Onu né a quelli europei e neppure al Presidente americano, Barack Obama, che continua a credere di poter risolvere il problema del nucleare iraniano con i colloqui o, al massimo, con sanzioni che colpiscono prevalentemente la popolazione innocente lasciando intatte le risorse del regime.

Sarah F.

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