Iran: la questione dimenticata dei missili balistici

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Nei negoziati sul nucleare iraniano Teheran sta vincendo su tutta la linea. Non solo ha ottenuto una significativa riduzione delle sanzioni in cambio di nulla, non solo fino ad ora è riuscita a tenere fuori dai colloqui il reattore di Arak, dove potrebbe produrre plutonio, ma in barba alle preoccupazioni espresse da molti analisti è riuscita a tenere fuori dalle trattative anche il suo programma di sviluppo di missili balistici.

E su questo in Iran non intendono trattare. Lo ha ribadito domenica scorsa il vice ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araqchi, il quale durante una relazione informativa alla Commissione iraniana che supervisiona i colloqui ha ribadito che «l’Iran non intende trattare né sul suo programma missilistico né sul reattore di Arak». E su questo non sembra trovare alcuna opposizione dato che nel trattato firmato con le potenze mondiali i missili balistici nemmeno figurano.

Il problema è stato sollevato da diversi esperti americani ed europei oltre che da Israele. E’ assurdo che si ottenga che l’Iran non arricchisca l’uranio oltre la soglia del 5% (oltretutto anche qui ci sarebbe da discutere) quando si lascia agli iraniani una sostanziale libertà nella produzione di plutonio e nello sviluppo di missili balistici.

Ma la cosa veramente assurda che abbiamo scoperto è che c’è già una risoluzione delle Nazioni Unite che vieta all’Iran di sviluppare missili balistici, la risoluzione 1929 (2010) del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che oltre a varie restrizioni impone lo stop al programma di sviluppo dei missili balistici. E se è vero che nell’accordo raggiunto dall’Iran non si parla di missili balistici è altrettanto vero che quella risoluzione non viene abrogata. Quindi si da per scontato che quelle restrizioni (tra le quali alcune relative alle attività economiche dei pasdaran) rimangano tutt’ora in vigore. Come mai nessuno ne parla?

Abbiamo l’impressione che qui si stia veramente giocando con il fuoco e che se non si correrà al più presto ai ripari ben presto sia l’Europa che gli Stati Uniti saranno nel mirino dei missili balistici iraniani e se è vero, come purtroppo è vero, che ad Arak produrranno plutonio cosa gliene frega all’Iran di non poter arricchire l’uranio oltre al 5%? E’ molto più facile produrre un ordigno nucleare al plutonio che con l’uranio arricchito. Così quei missili potranno tranquillamente essere equipaggiati con testate nucleari al plutonio.

La domanda che allora ci poniamo oggi è: dando per scontato che sia impossibile che ì negoziatori internazionali si siano involontariamente dimenticati di questi “dettagli”, come mai nessuno impone all’Iran di fermare lo sviluppo di missili balistici e la costruzione del reattore di Arak?

Sharon Levi

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