Iran: mondo distratto, Ayatollah a un passo dalla bomba

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In Iran non potevano sperare di meglio. Con tutto quello che sta avvenendo in Medio Oriente l’attenzione internazionale è spostata su Egitto e Siria così i tecnici iraniani possono lavorare tranquillamente al loro obbiettivo: la bomba atomica iraniana.

Ma se l’attenzione del mondo, per quanto distratta, è concentrata sui fatti che stanno accadendo in Egitto, Siria e da ieri in Libano, di certo l’attenzione di Israele non si è fatta fuorviare dai pur gravi accadimenti che avvengono introno alla piccolissima democrazia israeliana. L’attenzione dell’intelligence israeliana è rimasta ben concentrata sulle centrali nucleari iraniane.

Così è emerso che non solo i tecnici iraniani hanno perfezionato le nuove centrifughe per l’arricchimento dell’uranio ( le IR-2M) che permetteranno una velocità più che doppia, ma che diversamente da quanto annunciato dalla AIEA (l’Agenzia internazionale per l’Energia Atomica) le nuove centrifughe non sarebbero “solo” 700 ma ben 1.200. Di queste 380 sono state installate e sono già operative nella centrale di  Natanz, mentre le altre sarebbero state installate nel sito di Fordo. Così il numero di nuove centrifughe IR-2M arriva all’impressionante numero di 4.200 che si vanno ad aggiungere alle migliaia di centrifughe di vecchia generazione. Una stima del Ministero degli Affari Strategici israeliano parla di oltre 54.000 centrifughe distribuite nelle varie centrali nucleari. Secondo il Ministro Youval Steinitz “l’Iran ha messo in piedi un’industria nucleare ramificata progettata non per produrre qualche bomba, ma materiali fissili in quantità sufficiente per l’elaborazione di dozzine, forse centinaia di bombe nucleari”.

Al Mossad sono convinti che l’Iran sia veramente a un passo dal produrre la sua prima bomba atomica. A conferma di questa tesi l’intelligence israeliana ha portato le prove della presenza in Iran di tecnici nucleari nordcoreani e pakistani specializzati in inneschi nucleari e miniaturizzazione, tra i quali spicca uno stretto collaboratore di Abdul Qadeer Khan, il padre della bomba pakistana. Ma questo non è bastato a convincere gli americani e in particolare il Presidente Obama che orami è arrivato il momento di agire militarmente. Oltretutto, paradossalmente, le attività nelle centrali nucleari iraniane sono aumentate dopo l’elezione di Hassan Rohani che in occidente continuano a definire “moderato”.

Due mesi fa, in un discorso alla conferenza internazionale  Command and Control, Computers, Communications, Cyber and Intelligence (C5I), il Ministro israeliano degli affari strategici e dei servizi segreti, Youval Steinitz, aveva avvertito di non farsi fuorviare dalle tante crisi internazionali e di mantenere alta l’attenzione sul nucleare iraniano che rimane la minaccia più importante alla pace mondiale. Mai parole furono così preveggenti. Oggi l’Iran è veramente a un passo dalla bomba atomica e se ciò avvenisse sarebbe una vera tragedia per tutto il mondo, non solo per Israele.

Adrian Niscemi

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