Iran nel comitato ONU che gestisce le ONG. Una assurdità

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Che l’Onu sia pieno di assurdi paradossi non è una novità. Tutti ricordano quando l’ex dittatore libico Gheddafi presiedeva il Comitato per i Diritti Umani oppure quando l’Iran entrò a far parte del comitato per la difesa dei Diritti delle donne. Ma questa le supera tutte: l’Iran ha chiesto di far parte della Commissione delle Nazioni Unite che decide l’accreditamento delle ONG, una sorta di commissione di riconoscimento e controllo delle Organizzazioni Non Governative che possono accedere al quartier generale dell’Onu con tutto quello che ne consegue in termini di possibilità di far pressione o di dirigere i gruppi di pressione.

Quando è stata creata questa commissione l’intenzione era quella di monitorare l’accreditamento della Organizzazioni non Governative all’Onu in modo che chi vi accedesse fosse veramente una organizzazione votata allo scopo umanitario e della difesa dei Diritti. Questo comporta che i membri della commissione stessa provengano da Paesi rispettosi del Diritto e impegnati seriamente sul fronte dell’aiuto umanitario. Inserire l’Iran in quella commissione, cioè introdurre un paese che viola centinaia di Diritti Umani, che persegue chi lotta per i Diritti Umani, che non ha una struttura umanitaria che non sia legata agli interessi del regime, cioè che non operi sotto le mentite spoglie dell’aiuto umanitario per favorire gli interessi del regime, è davvero un suicidio, la fine del concetto di “difesa del Diritto” e del “aiuto umanitario” così come lo intendiamo noi. Di fatto è la fine del concetto di “Organizzazione Non Governativa”.

L’Iran ha presentato nei giorni scorsi la sua candidatura alla vicepresidenza di quella commissione e sembra che alle nazioni Unite siano intenzionati a concederla. Contrari solo Israele e Stati Uniti.

«Immaginate che l’Iran gestisca questa Commissione come gestisce il proprio Paese» ha detto l’ambasciatore israeliano all’Onu, Ron Prosor, ai giornalisti della Reuters che per prima ha diffuso la notizia. «Gli attivisti dei Diritti Umani verrebbero incarcerati, i giornalisti arrestati e torturati, i blogger e chi usa i social media detenuti solo per esprimere contrarietà al regime».

L’Iran in quella commissione vorrebbe dire teoricamente che verrebbe bloccato qualsiasi accredito all’Onu di tutte quelle ONG che criticano i regime iraniano, di quelle ONG che lottano per i Diritti degli omosessuali, per quelle che lottano per i Diritti delle Donne. Rimarrebbero solo le ONG islamiche tra le quali alcune davvero compromesse con il terrorismo internazionale come la IKK turca o l’americana ISM. Davvero una prospettiva poco bella per il mondo.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Adrian Niscemi

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