Iran: servizi occidentali confermano esplosione nel sito di Fordo

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Fonti anonime dei servizi segreti americani hanno confermato ieri sera che nella giornata di lunedì 21 gennaio qualcosa è successo nel sito nucleare iraniano di Fordo. «Non sappiamo ancora esattamente cosa sia successo di preciso, ma gli iraniani erano nel panico» ha detto il funzionario che vuole mantenere l’anonimato.

La notizia, diffusa qualche giorno fa da alcuni media occidentali, parlava di una esplosione nel sito nucleare di Fordo che aveva coinvolto la sede delle centrifughe per l’arricchimento dell’uranio (circa 2.700 in tutto l’impianto) e in particolare un deposito di esafluoruro di uranio. Si parlava anche di circa 270 persone rimaste intrappolate nell’impianto sotterraneo.

Secca la smentita del regime iraniano che attraverso l’agenzia IRNA negava categoricamente che ci fosse stata una qualsiasi esplosione nel sito nucleare di Fordo e parlava di “propagande dei media occidentali volta a nuocere all’Iran”.

In realtà qualcosa di grave è successo nel sito di Fordo lunedì 21 gennaio. A confermarlo sono sia i servizi segreti americani che fonti della dissidenza iraniana in Iran che parlano di “blocco totale dell’autostrada Teheran – Qom”, di una massiccia attività di mezzi di soccorso ma soprattutto del divieto totale di traffico in un raggio di 15 miglia dalla centrale, tutte misure che vengono prese in casi di esplosione in una centrale nucleare. Secondo alcuni media a passare per primo la notizia ai servizi americani sarebbe stato l’ex ministro dell’intelligence e della sicurezza del regime iraniano, Hamidreza Zakeri, il quale ha parlato anche dei circa 270 operai e tecnici imprigionati nelle profondità del sito nucleare e delle difficoltà nel soccorrerli.

Sabotaggio o incidente? Difficile da dire anche perché, come detto, le autorità iraniane negano l’incidente (anche se con poca convinzione). Tuttavia appare evidente che una fuga di notizie ci sia stata e a farne le spese sono stati circa 40 giornalisti arrestati nei giorni scorsi dal regime con l’accusa di “collaborare con l’occidente”. Chiuse anche alcune testate.

Nessun commento da Israele su questo ormai certo episodio. Gli israeliani non negano di lavorare per sabotare il programma nucleare iraniano e se si trattasse di un sabotaggio saremmo di fronte ad un successo senza precedenti dell’intelligence israeliana. Tuttavia, come sempre succede in questi casi, nulla trapela dagli uffici del MOSSAD.

Sarah F.

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